Cuore

Pubblicato il Agosto 23rd, 2016 | by Paolo Carnelli

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Echolyn – As the World (1995)

Tracklist
1. All Ways The Same
2. As The World
3. Uncle
4. How Long Have I Waited
5. Best Regards
6. The Cheese Stands Alone
Letters:
7. Prose
8. A Short Essay
9. My Dear Wormwood
10. Entry 11.19.93
11. One For The Show
12. The Wiblet
13. Audio Verite
14. Settled Land
15. A Habit Worth Forming
16. Never The Same


Personell

Christopher Buzby (keyboards, backing vocals) ● Tom Hyatt (bass, midi pedals) ● Brett Kull (guitars, lead & backing vocals) ● Paul Ramsey (drums & percussion) ● Ray Weston (lead & backing vocals)


Capisco la gente quando dice: sembri, mi ricordi… è umano tutto questo. Mi puoi ricordare un tipo che conosco ma non sei lui. Una memoria è una cosa, una vera esperienza è un’altra. E noi non stiamo cercando di ricreare esperienze, stiamo cercando di creare “nuove” esperienze. Siamo cinque persone differenti che portano avanti le stesse idee e le nostre influenze sono ogni cosa che si trova tra il classico e il jazz, l’heavy metal e il grunge. La gente ci attribuisce un’ispirazione Yes – Genesis, ma quando sono entrato nella band i Genesis per me erano quelli di Invisible Touch… — CHRIS BUZBY

Devo essere onesto: il mio incontro con gli Echolyn è avvenuto solo nel 1995, quando la band aveva dato alle stampe già tre album e un ep. All’epoca, dato l’elevato costo dei masterizzatori e dei supporti, ancora esistevano dei negozi specializzati nell’affitto dei compact disc musicali: il mio preferito era il mitico “Rentùn”, anche se rispetto a dove abitavo era decisamente lontano, in zona basilica di San Pietro. Il motivo della mia preferenza era semplice: il gigantesco locale aveva al suo interno un’intera parete dedicata al progressive rock. A un certo punto su quella parete, tra le cover immaginifiche di Magellan e Shadow Gallery, fece capolino un album caratterizzato da una copertina decisamente meno magniloquente, intitolato As the World. Lo portai a casa per pura curiosità, ma l’ascolto fu una folgorazione: prima ancora che scadessero i tre giorni concessi per il prestito, mi ero già procurato la mia copia tramite il distributore italiano e avevo buttato giù la recensione per la fanzine Wonderous Stories. Venti anni dopo, sento di sottoscrivere ancora ogni parola scritta all’epoca: «con As the World gli Echolyn si rendono ponte ideale tra il passato e il presente del progressive rock, suggellandone la fusione con un fiume di note in continua mutazione, con una densità sonora che trascende il momento singolo per privilegiare la compattezza dell’insieme, affascinante nel suo continuo mutare, nel suo incessante dipanarsi in maniera così naturale e melodica. Il vecchio incontra il nuovo, dunque, e se l’incontro funziona, molto è dovuto alla spontaneità con cui gli Echolyn assemblano, quasi inconsciamente, frammenti di natura diversa in un flusso musicale così limpido e coerente da bloccare l’ascoltatore in una magica simbiosi, in una comunione completa con il suono».

E quindi, cos’altro scrivere oggi su As the World che non sia stato già scritto allora? Magari vale la pena di ricordare il modo in cui la Epic/Sony, nella persona di Michael Caplan mise sotto contratto il gruppo nel 1994, ovvero ascoltando una copia promozionale del precedente Suffocating the Bloom subito dopo aver discusso con John Wetton e Eddie Jobson di una possibile reunion degli UK. Incredibile ma vero, gli Echolyn entusiasmarono a tal punto Caplan da fargli pensare che fosse meglio investire tempo e soldi su cinque ventenni che suonavano alla grande, piuttosto che su due quarantenni che non suonavano insieme da vent’anni. Il resto della storia è più o meno noto: l’album venne realizzato con il supporto economico della major e senza grandi interferenze artistiche in un fantastico studio di registrazione a Nashville; il risultato fu eccellente e la band era pronta ad andare on the road per spingere un prodotto che attingeva al vecchio prog degli anni settanta riuscendo però a miscelare in modo fluido e originale questi influssi con una buona dose di energia e melodia tipicamente americane. Purtroppo la mancanza di una reale strategia di marketing da parte della Sony e un tour continuamente rimandato (a parte cinque date insieme ai Dream Theater nel 1995), furono il prologo alla rescissione del contratto – che in teoria avrebbe dovuto legare il gruppo alla major addirittura per sette album (!!), e allo scioglimento della band.

Resta il fatto che As the World è realmente uno dei migliori dischi prog di sempre, e che Uncle sarebbe uno dei brani da caricare sulla navicella che vaga costantemente nello spazio in cerca di nuove forme di vita. Senza dimenticare che gli Echolyn, nonostante tutto, nel nuovo millennio hanno ripreso a suonare insieme realizzando altri splendidi album.

Spingo il mio cervello per pensare in modo più intenso/ Per imparare dal ‘semplice’ e avere dubbi su ciò che è complesso / Se la Logica e la Ragione sono gli dei che segui / Allora affogherai nella vacuità della tua anima / E’ troppo facile “essere in” avendo una base solida / E’ troppo facile sapere prima le cose da dire / E’ più duro rimanere seduti quando tutti sono in piedi / E scuotere la tua testa mentre il mondo sfugge via (Echolyn – As the World)

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