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Pubblicato il agosto 25th, 2016 | by Paolo Carnelli

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Michel Delville (The Wrong Object, DouBT, Machine Mass)

The ten MICHEL DELVILLE’s desert island records. Michel is a musician, writer and lecturer born in Liège, Belgium, who has played and recorded with Elton Dean, Dave Liebman, Annie Whitehead, Harry Beckett, Chris Cutler, Robin Verheyen, Richard Sinclair, Ed Mann, Tony Bianco, Alex Maguire, Dagmar Krause, Benoît Moerlen, Karen Mantler, Geoff Leigh, Robin Rimbaud, The Brussels Philharmonic, John Edwards, Stanley Zappa, Bobby Martin, Gilad Atzmon, and many jazz & rock luminaries. He’s always trying to venture further into hybrid musical territories — pushing the boundaries of progressive jazz, rock and contemporary music; yielding results that are as stunning as they are superb. More info: www.micheldelville.com


BLUES – Jimi Hendrix (1994)
“Leftovers” that taste even better than anything Hendrix released during his lifetime. The best version of Red House I’ve heard so far. If he was from this planet I think I’d work harder and try to follow in his footsteps… Un album di “scarti” che in realtà suona meglio di tutto quello che Hendrix ha pubblicato ufficialmente quando era in vita. Dentro c’è la migliore versione di Red House che ho mai sentito. Se Jimi fosse stato di questo pianeta, avrei provato a studiare di più per seguirne la scia…

IN RAINBOWS – Radiohead (2007)
An album I often return to – Weird Fishes/Arpeggi seems to refer back to the submarine sounds of Wyatt’s Sea Song whereas other songs pay tribute to Can (Radiohead had covered The Thief a few years before this record came out), yet at the same time the music is very much their own. I don’t think it’s an overstatement to say that Radiohead did for the 1990s and early 2000s what the Beatles did for the 1960s Un album che mi capita di riascoltare spesso – Weird Fishes/Arpeggisembra fare riferimento ai suoni sottomarini della Sea Song di Robert Wyatt, mentre altri brani omaggiano i Can (i Radiohead proponevano una cover di The Thief alcuni anni prima di pubblicare questo disco), ma al tempo stesso la musica del gruppo è decisamente originale. Non credo sia esagerato affermare che i Radiohead hanno fatto negli anni 90 e nel primo decennio del secolo successivo quello che i Beatles hanno fatto negli anni 60

MONEY JUNGLE – Duke Ellington/Charles Mingus/Max Roach (1963)
Some essential post-bop listening – an extremely influential record on the subsequent development of contemporary jazz. I can’t believe Miles Davis declared that these guys couldn’t play together when he heard the disc. Oh well… Un ascolto essenziale in ambito post – bob e un album che ha influenzato molto lo sviluppo della scena jazz contemporanea. Non riesco a credere che Miles Davis dopo aver ascoltato questo disco abbia affermato che questi tre musicisti non erano in grado di suonare insieme. Oh beh…

LA TRANSFIGURATION DE NOTRE SEIGNEUR JESUS CHRIST – Olivier Messiaen (1969)
I have chosen to limit myself to 20th century albums. – if I hadn’t, Haydn, Bach, Haendel and Mozart would have been on this list, along with other orchestral releases. La transfiguration… is Messiaen’s most accomplished and spectacular work, full of light and fury, and of course with a fair amount of bird songs – the music’s splendor is so mind-shattering and startingly mystical that it could almost consume listeners in its sheer brightness and beauty Ho deciso di limitare la mia scelta ad opere pubblicate nel ventesimo secolo: se non l’avessi fatto, in questa lista avrebbero sicuramente trovato posto anche Haydn, Bach, Haendel e Mozart, insieme a qualche altra opera orchestrale. La transfiguration… è il lavoro più compiuto e spettacolare di Messiaen, pieno di luce e di impeto, e naturalmente di melodie ispirate al canto degli uccelli – la musica è così lancinante e sorprendentemente mistica che chi l’ascolta potrebbe essere quasi consumato dalla sua estrema bellezza

ABBEY ROAD – The Beatles (1969)
I believe that the medley alone could keep me going for a long time in the direst of circumstances… Penso che basterebbe l’ascolto del medley presente sul lato B di questo album per permettermi di tirare avanti anche nelle condizioni più difficili…

THE COMPLETE 1962 STOCKHOLM CONCERT – John Coltrane (1962)
Coltrane’s music has been such a big part of my life – I must have listened to this record hundreds of times and I can’t get tired of it – it just seems to get better every time La musica di Coltrane è stata troppo importante nella mia vita – devo aver ascoltato questo disco centinaia di volte, eppure non mi ha ancora stancato, anzi, sembra migliorare con gli ascolti

DIMANCHES A L’ELYSEE – Alain Bashung (2009)
I had to choose a French record – it could have been Jacques Brel, Léo Ferré, Brigitte Fontaine or Dick Annegarn, but this one is very special to me. Bashung’s live renditions of Fantaisie militaire, Vénus and Malaxe invite contemplation Dovevo per forza scegliere almeno un disco francese – poteva anche essere un disco di Jacques Brel, di Léo Ferré, di Brigitte Fontaine o di Dick Annegarn, ma questo album è molto speciale per me. Le versioni live di Fantaisie militaire, Vénus and Malaxe di Bashung spingono l’ascoltatore a mettersi in contemplazione

ROCK BOTTOM – Robert Wyatt (1974)
This record changed my musical life – I envy those who will hear Alifib and Little Red Riding Hood Hits the Road for the first time. If I had to keep only one Canterbury disc, it’d be this one Questo disco ha letteralmente cambiato la mia vita musicale – invidio caldamente tutti coloro che hanno la fortuna di ascoltare Alifib e Little Red Riding Hood Hits the Road per la prima volta. Se devo scegliere un solo disco della scena di Canterbury, allora scelgo questo

CANTUS IN MEMORIAM BENJAMIN BRITTEN – Arvo Pärt (1979)
Pärt’s descending A-minor scale is so poignant and overwhelming in its apparent minimalist, “tintinnabulatory” simplicity – this piece inevitably brings tears to my eyes  La scale discendente di LA minore che utilizza Pärt è sconvolgente nel suo apparente minimalismo e nella sua “tintinnabulatoria” semplicità – un’opera che inevitabilmente fa scendere le lacrime dai miei occhi

HOT RATS – Frank Zappa (1969)
My favorite Zappa album, recorded shortly after he disbanded the Mothers of Invention. It Must be a Camel, with its intriguing use of parallel fourths, is a pure marvel worth buying the album alone. Also, the beginning of the second half of the track has a very uncanny resemblance to Hatfield and the North, which is another plus! • Il mio album preferito di Zappa, registrato poco dopo aver sciolto le Mothers of Invention. It Must be a Camel, con il suo intrigante utilizzo delle quarte parallele, è pura magia che vale da sola l’acquisto. Inoltre, l’inizio della seconda parte del brano ha una strana consonanza con le atmosfere degli Hatfield and the North, e questo è un notevole vantaggio!

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