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Pubblicato il settembre 15th, 2016 | by Lorenzo Barbagli

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Paolo Carnelli – Van der Graaf Generator: Pawn Hearts. Storia immagini parole musica (2014)

Casa editrice Open Art

Pagine 82

Se è vero che per scrivere grandi canzoni si deve soffrire (non necessariamente per amore), Pawn Hearts, quarto album in studio dei Van der Graaf Generator, ne è una prova inconfutabile, tanto da rimanere un’opera ineguagliata nella discografia del gruppo e del progressive rock in generale. I primi germi cominciarono infatti ad insinuarsi tra le piaghe del tour tedesco che la band intraprese nel 1971, un’esperienza traumatica che segnò indelebilmente la vita di Hammill e compagni. Il resto, come si dice, è storia. Una storia però ancora tutta da raccontare e che non tutti conoscono. La genesi, la costruzione e il compimento di questo capolavoro ce li racconta Paolo Carnelli nel suo nuovo saggio dedicato completamente a Pawn Hearts. Questa monografia esce a poca distanza dal libro Van der Graaf Generator – La Biografia Italiana del quale avrebbe potuto costituire una corposa appendice, ma è più giusto che tale complemento abbia trovato una vita a sé stante. Carnelli, attraverso la narrazione e l’analisi dei tre brani che compongono Pawn Hearts, ci fa capire come l’alienazione, la morte e la schizofrenia del nostro ego siano divenuti i principali motori della poetica hammilliana, qui innalzati a temi universali. Ma il saggio si occupa anche di altri aspetti, suddiviso in vari capitoli nei quali sono sviscerate tutte le sfaccettature e curiosità legate all’album: le meticolose fasi di registrazione, l’analisi testuale e musicale, i significati delle iconografie di Paul Whitehead e della famigerata fotografia interna, il coinvolgimento di Robert Fripp e molto altro ancora. Un volume doppiamente prezioso poiché ci fa comprendere che studiare un disco rock in modo accademico, nelle molteplici arti che può mettere in gioco, non è una cosa da sottovalutare. E inoltre, se mettiamo in conto che ormai sappiamo tutto di artisti tipo Beatles e Pink Floyd grazie a copiose bibliografie, su gruppi come Van der Graaf Generator c’è ancora tanto da dire e da scoprire.

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