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Pubblicato il novembre 4th, 2016 | by Roberto Paravani

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Lorenzo Barbagli – Kevin Gilbert: The Best Of Everything (2016)


Casa editrice Lulu/Libro

Pagine 122

Tra le poche biografie musicali presenti sul mercato italiano, Kevin Gilbert: The Best Of Everything merita una attenzione particolare poiché il personaggio scelto come soggetto è purtroppo un musicista quasi sconosciuto in Europa. In questo caso, però, sulle scelte di mercato ha prevalso l’affetto di Lorenzo Barbagli, giovane giornalista musicale e collaboratore sia di Open che di riviste come Prog Italia, Dusk, Suono e della vecchia e mai dimenticata Wonderous Stories. Kevin Gilbert invece è stato un cantante, polistrumentista, compositore, arrangiatore che nel corso della sua carriera ha spesso lambito il successo senza mai toccarlo, per morire a soli 29 anni, probabilmente a causa di un gioco autoerotico finito male. Un ragazzo in grado di creare nell’arco di pochi anni di carriera, grazie ai suoi album solisti e a progetti come Toy Matinee e Giraffe, un piccolo seguito di ammiratori per i quali – almeno quelli di lingua italiana – questo libro diventa di fatto un punto di riferimento, visto che di fatto raccoglie ogni informazione reperibile su di lui. Al poco di cui è possibile disporre sulla rete e sulle riviste anglofone dell’epoca, Barbagli aggiunge le proprie considerazioni canzone per canzone, testo per testo, andando a ricostruire meticolosamente la breve parabola artistica di Gilbert. Gli avvenimenti extramusicali rimangono ai margini della retrospettiva, ma la ricostruzione accurata del puzzle musicale porta comunque alla luce la personalità di un uomo innamorato della musica, stacanovista, perfezionista e costantemente depresso anche e soprattutto a causa delle sue infruttuose iniziative e per un rapporto col music-business mai idilliaco. Temiamo che nessuno diventerà ricco con questa pubblicazione; ma trattasi di puro atto d’amore e in quanto tale va celebrato.

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