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Pubblicato il marzo 29th, 2017 | by Paolo Carnelli

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Corrado Grappeggia (Pandora)

Nato nel 1966 e noto come tastierista della prog band italiana Pandora, Corrado Grappeggia è una figura poliedrica. Appassionato di arte e pittore egli stesso (come scrive il critico Giorgio Barberis, “nei lavori di Grappeggia pittura, musica e letteratura si compenetrano totalmente”), è un cultore del rock anni ’70. È nei Pandora dalla loro fondazione: le sue tastiere sono presenti accanto a quelle di Beppe Colombo nei cinque album della band piemontese. Info: www.pandoramusic.eu

DIRE STRAITS – Love Over Gold (1982)
Nel 1983 ero già musicalmente coinvolto dai classici del prog, quando uscì l’album LOVE OVER GOLD dei Dire Straits. Fui molto colpito dal brano Telegraph Road per le sfumature prog in esso contenute e per la lunga volata finale della stupenda Stratocaster di Mark Knopfler. E’ ancor oggi la mia canzone preferita di sempre.

YES – Fragile (1971)
Un giorno a casa di un amico mi trovai a curiosare tra i suoi dischi. Mi colpì la copertina realizzata da Roger Dean per FRAGILE, di questi Yes che ancora non conoscevo. E’ inutile dire che fu subito amore: riuscii ad averlo facendo a cambio con PIECE OF MIND degli Iron Maiden!

RICK WAKEMAN – The Six Wives of Henry VIII (1973)
Wakeman è il mio mito da sempre! Mi propose questo disco il mio maestro di pianoforte, dicendomi: “Quando riuscirai a suonare almeno il 10% di questa roba qui allora si che potrai iniziare a tirartela…”

RICK WAKEMAN – The Myths and Legends of King Arthur and the Knight of the Round Table (1975)
Ho sempre amato il medioevo e le storie affascinanti dei cavalieri di Re Artù. Con questo disco Wakeman è riuscito a coinvolgere l’ascoltatore con sonorità assolutamente azzeccate, capaci di far tornare indietro nel tempo l’ascoltatore…

GENESIS – Nursery Crime (1971)
Nel 1985 durante il servizio di leva, un amico mi fece ascoltare una musicassetta dalla particolarissima copertina. Mi sdraiai in branda con le cuffiette nelle orecchie, premetti il tasto play e iniziò a suonare una musica magica… Era The Musical Box… Ancora oggi è una delle canzoni dei Genesis a me più care.

URIAH HEEP – The Magician Birthday (1972)
Adoro tutti gli album dell’era Byron ma questo disco in particolare rappresenta la maturità della band, mettendo in risalto lo splendido lavoro fatto da Gary Thain al basso, secondo (per me) solo a Chris Squire. Da citare Rain, uno di quei brani che ti restano nel cuore.

EAGLES – Desperado (1973)
Ho conosciuto gli Eagles con questo album del ’71 e mi hanno subito colpito per il loro impasto vocale e l’alta qualità delle loro composizioni. Penso che il duo Henley/Frey abbia dato vita ad alcune delle più belle ballate della musica contemporanea. La title track è un capolavoro.

ELP – Tarkus (1971)
Il disco che ogni tastierista dovrebbe possedere. Qui Emerson rasenta la perfezione assoluta. Questa tecnica incredibile che solo lui possedeva mi ha affascinato fin da bambino.

DEEP PURPLE – Made in Japan (1972)
Il “live” per eccellenza, il disco che metteva d’accordo tutti, grandi e piccini, addetti ai lavori e profani. Un live così straordinario che ho perso il conto di quante volte l’ho ascoltato. Qui i Deep Purple sono al massimo della loro forma e sprigionano energia a 360°.

THE DOORS – Strange Days (1967)
E’ incredibile come l’ascolto di questo disco mi proietti virtualmente nelle spiagge Californiane degli anni ’60… sembra di percepire perfettamente odori e sensazioni! Qui sono nati i Doors che in un breve lasso di tempo diventeranno la colonna sonora di almeno tre generazioni. Morrison ispiratissimo, coadiuvato da un Manzarek insostituibile.

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