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Pubblicato il settembre 4th, 2017 | by DDG

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Walter Becker (1950-2017): un saluto al re del mondo (per quel che ne so)

Any man left on the Rio Grande
is the king of the world…
…as far as I know

 

(King of the world, Steely Dan)

Esistono monumenti nascosti, per quanto possa sembrare strano: gli Steely Dan hanno un posto d’onore nella storia del pop statunitense, il dream team dei migliori musicisti jazz e rock degli anni ’70, con una discografia di capolavori che ha lasciato un segno nella musica dei decenni successivi (se ne trovano tracce anche in Italia, nelle produzioni di Lucio Battisti), ma che a dispetto di 40 milioni di copie vendute in tutto il mondo sembrano oggi noti per lo più agli addetti ai lavori.

Donald Fagen (voce e tastiere) e Walter Becker (basso e chitarra) erano gli autori e i puntigliosissimi leader della band, il cui mix di arte e sarcasmo era dichiarato già dal nome (che cita William Burroughs, ma è il riferimento a un vibratore): la popolarità nelle radio USA è ancora oggi legata a un paio di singoli precedenti alle grandezze a venire, quelle di AJA (1977) e GAUCHO (1980), due picchi di jazz-rock-pop (se esiste una categoria del genere) talmente alti, che poi fecero sembrare naturale un break durato quasi vent’anni. Nel mezzo, gli eccessi di Becker che convinsero Donald Fagen a dedicarsi con THE NIGHTFLY (1982) a una carriera solista luminosa, mentre il suo socio di sempre a tempo perso passava alla produzione di dischi spesso significativi, per nomi poco frequentati (Ricky Lee Jones, Fra Lippo Lippi, China Crisis, e quella Rosie Vela che fece riavvicinare i due amici nel 1986).

I musicisti che raccontano delle sessioni di registrazione degli Steely Dan parlano di improvvisazioni fatte ripetere decine di volte a jazzisti abituati a tutt’altra libertà, che poi non ascoltarono i risultati dei loro sforzi per anni, tanto erano stati esauriti nel percorso: e però, dopo oltre 40 anni, potete pescare ovunque nella discografia del duo (meglio se da PRETZEL LOGIC, 1973, a TWO AGAINST NATURE, 2000), e restare sorpresi dall’attualità della scrittura e del suono, curatissimo anche dal punto di vista tecnologico.

Walter Becker è scomparso per cause non ancora specificate il 3 settembre, a 67 anni, dopo aver dovuto disertare per i postumi di un’operazione gli ultimi concerti della sua band

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