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Pubblicato il settembre 20th, 2017 | by Antonio De Sarno

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ALTERAZIONI 2017: il programma della quinta edizione

In un momento storico in cui il disimpegno è pressoché totale e dove l’intrattenimento fine a se stesso ha un peso specifico tale da schiacciare qualsiasi rappresentazione artistica che esce appena appena dai binari del “tutto e subito”, la quinta edizione di questo “festival dilatato” in quattro incontri, per di più di domenica pomeriggio (e, aggiungo, assolutamente gratis!) sa proprio di miracoloso. Tra la metà di ottobre e la metà di novembre il nostro Massimo Giuntoli, curatore della rassegna, nonché bravissimo musicista di mille esperienze e progetti, ci accompagnerà per quattro percorsi sonori assolutamente affascinanti, spesso provocatori ma decisamente suggestivi, anche per la bellissima cornice della Sala Della Musica di Villa Litta a Lainate (MI).

Si parte alla grande il 15 ottobre con un inedito trio capitanato dallo storico percussionista visionario Lino Capra Vaccina, reduce da tantissime esperienze e collaborazioni (Aktuala, Telaio Magnetico, Franco Battiato e Juri Camisasca per arrivare a Claudio Abbado e alla Filarmonica della Scala, e di recente con Keith e Julie Tippett ed Evan Parker) che in questa esibizione intitolata “Le Metafisiche del Suono” sarà coadiuvato da Camillo Mozzoni (dell’orchestra della Scala) all’oboe e corno inglese e Michael Tanner, il “nuovo Brian Eno” dietro al progetto Plinth.
La rassegna prosegue con il Contemporary Project del pianista Luca Pedeferri il 29 ottobre. Un ponte tra l’avanguardia improvvisata ed il jazz per questo sestetto con due album all’attivo, L’ora dell’Anima (2013) e Meditation on Ustvolskaya (2017), entrambi dedicati alla musica di G.Ustvolskaya. Per i Progster più incalliti da notare che dietro ai tamburi c’è il volto simpatico di Mauro Gnecchi, storico e attuale batterista del Biglietto per L’Inferno.
La sera del 4 novembre ascolteremo i Kubin, duo composto dal chitarrista Francesco Zago, noto soprattutto per il progetto Yugen, ed Elena Talarico al pianoforte, che eseguiranno un repertorio che passa dalla musica colta del novecento a rivisitazioni di composizioni anche degli stessi Yugen.
Chiusura il 12 novembre con l’esibizione della Vox Populi Open Ensemble, nata dalla fusione di due workshop dello stesso Massimo Giuntoli che ci promette inedite sonorità vocali tutte da scoprire e con una forte componente ludica.

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