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Pubblicato il ottobre 3rd, 2017 | by Roberto Paravani

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Black Country Communion – BCCIV (2017)

Tracklist
1. Collide
2. Over My Head
3. The Last Song for My Resting Place
4. Sway
5. The Cove
6. The Crow
7. Wanderlust
8. Love Remains
9. Awake
10. When the Morning Comes

Etichetta J&R Adventures/CD

Durata 60’00”

Personell
Glenn Hughes (vocals, bass) ● Joe Bonamassa (guitars, vocals) ● Derek Sherinian (keyboards) ● Jason Bonham (drums) ● Gerry O’Connor (fiddle on The Last Song for My Resting Place) ● Kevin Shirley (additional percussion)

Quando nel marzo del 2013 e dopo una serie di pubblici screzi, Joe Bonamassa annunciava la propria uscita dai Black Country Communion, tutti pensammo che la storia del gruppo finisse lì, visto che il (quasi) giovane chitarrista costituiva con il vecchio Glenn Hughes il propulsore creativo della band, mentre il ruolo dei pur bravi Jason Bonham e Derek Sherinian era sempre stato marginale. Alla luce di quanto detto, l’uscita del quarto album in studio arriva inaspettata: non che la civiltà occidentale sarebbe deragliata senza questa prescindibile band, ma tornare ad ascoltare questi quattro attempati rocker convinti di vivere ancora nei meravigliosi anni ’70 è comunque un prezioso regalo.

Il nuovo album è stato scritto dal duo in soli undici giorni e registrato dalla band al completo in una settimana presso gli EastWest Studios di Hollywood, sotto la guida del famoso Kevin Shirley (Iron Maiden, Aerosmith, Dream Theater), già produttore delle precedenti pubblicazioni. Un processo molto rapido il cui frutto è ora a nostra disposizione: dieci tracce figlie dell’hard rock più classico e glorioso, pensato all’ombra di gruppi quali Deep Purple, Free e soprattutto, Led Zeppelin. Un lavoro sostanzialmente in linea – anche in termini di qualità – con quanto già prodotto in precedenza, con poche divagazioni dai concetti base del genere: pesanti riff elettrici, una voce imponente e vagamente soul, numerosi soli di chitarra, tappeti di batteria pesante e quasi impalpabili cornici d’organo. Da questi schemi si esce poco ma bene: in The Last Song For My Resting Place (unico pezzo con testo e voce solista di Bonamassa) fanno capolino strumenti acustici come il mandolino ed il violino di Gerry O’Connor, per un pezzo dal tiepido retrogusto irlandese; The Cove è un dolente e grave blues impreziosito da una eccellente prestazione vocale di colui che un tempo era chiamano “the voice of rock”.

BCCIV si rivela alla fine una divertente ripassata dei momenti migliori del genere, con l’unico difetto di essere troppo lungo; sessanta minuti per musica ispirata ma strutturalmente molto omogenea, a forte concentrazione di riff, sono forse troppi.

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