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Pubblicato il ottobre 5th, 2017 | by Antonio De Sarno

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Daniel Cavanagh – Monochrome (2017)

Tracklist
1. The Exorcist
2. This Music
3. Soho
4. The Silent Flight Of The Raven Winged Hours
5. Dawn
6. Oceans Of Time
7. Some Dreams Come True

Etichetta KScope/CD

Durata 48’13”

Personell
Daniel Cavanagh (vocals, guitars) ● Anneke Van Giersbergen (vocals) ● Anna Phoebe (violin)

Il quinto album da solista di Daniel Cavanagh – se non contiamo le collaborazioni, come quelle per i progetti Antimatter e Leafblade – ha tutte le carte in regola per piacere ai tantissimi fan degli Anathema: vuoi per la vicinanza stilistica con il sound del gruppo, vuoi per la bellezza che riesce ad evocare nella sua essenzialità. L’apertura con The exorcist è minimalista, emotivamente carica, con un’ottima chitarra elettrica. Il brano si trasforma in modo molto naturale in This Music, dove la voce di Anneke Van Giersbergen (ex-The Gathering e sempre una gioia per le nostre orecchie, nonchè collaboratrice frequente di Daniel) è ancora inserita in un ambiente elettroacustico che è la cifra stilistica di questo lavoro. La stessa Anneke introduce Soho, pezzo soffuso e sospeso come un sogno musicale, fino all’esplosione centrale che cede nuovamente il passo al mood iniziale, con il pianoforte riverberato e suoni lontani. The Silent Dlight of The Raven Winged Hours, il cui titolo è già tutto un programma (pensate ad Edgar Allan Poe), è un brano assolutamente affascinante, drammatico, a tratti decisamente psichedelico e, soprattutto, strumentale per tutti i suoi nove minuti di durata. Tutto ciò ci prepara a assimilare gli altri stati d’animo creati da Daniel e le sue parole sospese. Dawn si apre con il canto degli uccelli e un veloce giro di chitarra acustica dal sapore folk, presto sostenuto da un violino (ad opera della bravissima Anna Phoebe) e un canto lontano, corale e senza parole, che finisce in brevissimo tempo. Con Ive Crossed Oceans of Time ritorna la voce (“to find you, to let you know i miss you”) insieme al piano. Anche questa canzone ripropone l’alternarsi di voci maschili e femminili e termina con il rumore del mare, sfociando nella conclusiva Some Dreams Come True. Forse la parte iniziale è eccessivamente lunga, ma nel complesso estremamente dolce, e si chiude con il riso di un neonato come unica voce nel finale. MONOCHROME è una specie di poesia tonale, da ascoltare con attenzione. Un album pieno di bei momenti, mai roboante o invadente. Musica delicata.

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