Incontri

Pubblicato il ottobre 24th, 2017 | by Antonio De Sarno

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I racconti dell’uomo invisibile

C’è sempre una prima volta. Dopo aver rifiutato per anni i compromessi dell’industria discografica, con INVISIBLE MEN (1983) Anthony Phillips cercò di adottare pienamente l’estetica dei primi anni ottanta. Purtroppo per lui, senza modificare essenzialmente la sua scrittura e la vena compositiva già non brillante evidenziata nel precedente album di canzoni (SIDES). Per intenderci, dentro INVISIBLE MEN non troviamo nessuna In The Air Tonight a dare un tocco di pathos, nessuna trovata geniale. Il disco, uscito inizialmente per l’etichetta canadese Passport Records, è sempre stato considerato il primo passo falso nella nutrita discografia del fondatore dei Genesis. In particolare, la natura ossessiva della drum machine, causa parziale del fiasco commerciale che fu il concept 1984 (pubblicato nel 1981), si rivela nuovamente un boomerang. Ora però la nuova “deluxe edition” pubblicata in questi giorni dalla Esoteric Recordings ci offre l’occasione di riparlarne e scoprirne i segreti.

Il confronto, innanzitutto, va fatto con il vinile originale, contenente 11 brani, e non con i successivi remaster in cd, che presentano brani extra e una sequenza alterata dei pezzi. Ant canta, con il suo tono inconfondibile, su 8 delle 11 tracce: Richard Scott, l’altra metà della fantomatica “Ant Phillips Band” e coautore di alcuni testi, presente sia in copertina che nelle foto promozionali, si occupa della programmazione della Roland 808, la famigerata drum machine di quegli anni, e canta sui rimanenti tre brani. Ma c’è spazio anche per altri collaboratori: nei credits troviamo Joji Hirota, percussionista con il quale Ant ha collaborato fino a oggi, il compianto Morris Pert (rinomato session man e componente dei Brand X) e Martin Robertson al sax. Il disco. pubblicato inizialmente solo in America, uscì l’anno successivo anche in Europa, con una copertina differente e senza i testi, ma soprattutto con l’esclusione del brano Exocet che toccava l’argomento attualissimo in quel momento della guerra nelle isole Falklands.

 

Ovviamente la grande novità della ristampa targata Esoteric sta nel secondo disco di inediti. Tra questi troviamo Gimme Love, cantata da Scott, una canzone che avrebbe potuto avere un discreto successo commerciale ma che “all’epoca fu scartata dal proprietario della Hit & Run, Tony Smith”, racconta Ant. “Era lui il capo. Era lui che decideva. Nella maggior parte dei casi abbiamo esaurito tutta l’energia che avevamo, energia e soldi! Dopo INVISIBLE MEN c’è stata, da parte mia, la decisione di lavorare diversamente. Alcuni dei demo che sono presenti nel bonus disc, in realtà furono realizzati dopo la realizzazione dell’album. Tra questi c’è anche Gimme Love: ho sempre pensato avesse delle potenzialità, magari in ambito country…”

Qual è la storia dietro alla canzone Alien, è qualcosa di politico? Ho notato come questo aspetto sia scomparso nei brani inclusi sul secondo disco. Il pezzo in se è fortemente inserito nel clima musicale di quegli anni…
E’ uno dei testi scritti da Richard e credo fosse riferito ad una donna. In ogni caso non ha a che fare con il celebre film di fantascienza

Il bonus disc contiene anche due ballate incomplete: Over and Over Again, che è davvero un classico, e Holding You Again
Holding You Again fu poi ripresa nel musical per cui scrissi le musiche, Alice, ma nessuno ne rimase particolarmente impressionato. Tutto il decennio è stato un tentativo dopo l’altro di far conoscere la mia musica, ma non sembrava importasse molto a nessuno. La persona che doveva occuparsi della promozione alla Hit & Run, Stuart Newton, ascoltava i miei pezzi mentre parlava al telefono… anche se devo ammettere che fece ascoltare alcune mie canzoni ad artisti in cerca di materiale. Mi disse: puoi portare un cavallo all’acqua, ma se non vuole bere non puoi obbligarlo.  Dopo anni passati a sbattere la testa contro un muro, sia Richard che io decidemmo di arrenderci. Poi quando la Virgin fu acquisita dalla EMI sono rimasto senza contratto, proprio nel momento in cui avevano deciso di ripubblicare i miei dischi in CD. Il periodo successivo con la Voiceprint è stato un periodo buio, anche se hanno fatto del loro meglio per promuovere il mio materiale.

Altri brani, come She’s Gone, dove si sente l’influenza di George Harrisson, e Tonight, sono davvero molto interessanti e sarebbe stato bello ascoltarli in una forma più definita, magari con dei testi. Shadow in The Desert è lontanissimo dall’essere finito e, giustamente, è rimasto fuori dal disco ufficiale. Something Blue, cantata da Richard, ha un bell’arrangiamento. Ma il brano di punta, secondo me è il drammatico Mysterious Constitution of Comets, che avrebbe potuto farti conoscere ad un pubblico più ampio…
Probabilmente hai ragione. Sono contento che i brani inediti ti siano piaciuti. Alcuni potrebbero tornare in nuove vesti nel futuro prossimo. Ho delle novità in arrivo ma non voglio rivelare troppo proprio adesso!

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