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Pubblicato il marzo 5th, 2018 | by DDG

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STERBUS – Roma, Auditorium Lo Sciamano – 3/3/2018

L’influenza di Cardiacs e Sea Nymphs è più chiara di quella di Zappa, Beatles e XTC, ma non siamo una cover band, eh! Emanuele Sterbini, voce e chitarra in questa declinazione acustica del progetto Sterbus, aveva già spiegato a Open Magazine la natura della sua band, che oltre alla cantante e fiatista Dominique D’Avanzo comprendeva stavolta anche il pianista jazz Riccardo Piergiovanni: e la serata allo Sciamano (3 marzo 2018) ha confermato l’originalità della proposta del trio, capace di far emergere echi beatlesiani dai 4 spartiti presi in prestito da Tim Smith (Gina Lollobridgida, Abade, Appealing to Venus e Fear), e di rimescolare gli ingredienti dichiarati con l’universo e tutto quanto, inclusi echi Midlake e Sandy Denny, dentro le altre composizioni proposte nei 75 minuti di concerto (…ci dispiace aver suonato una scaletta cosi lunga, ma non abbiamo avuto il tempo di prepararne una più corta!, scherzano).

Il formato del concerto era quello ormai consolidato degli eventi che lo Sciamano organizza con Open Magazine, particolarmente adatto a set acustici che richiedano un ascolto attivo e che incorporino anche elementi visuali (come le diapopitture di Stefano De Fazi utilizzate in questa occasione): il piccolo auditorium romano ha permesso creare un ambiente accogliente e familiare, l’interazione positiva tra la band e il pubblico è andata oltre i confini dell’esibizione, e i partecipanti hanno potuto anche avere accesso a materiale esclusivo (in questo caso, il CD in tiratura limitata MODERN TALES OF RAZOR LEGS).

Rotto il ghiaccio con Wooden Spheres, gli Sterbus hanno poi inanellato una serie di canzoni di pop obliquo, dalla malinconica e affascinante Song for Elliott alla chiusura di Trapeze, alternando al repertorio già noto (con Lioness resa in maniera aggressiva, a dispetto del set up acustico) numerosi brani presi dal CD in preparazione con altri amici del giro Cardiacs – il batterista Bob Leith, il tastierista Noel Storey e il pianista William Drake. Anche al primo ascolto, restano in testa i ganci pop della marcetta Dukes of Stratosphear Emy’s Fears e della ballata psichedelica Home Planet Gone: menzione speciale per il bis in italiano, Metro, brano composto per la raccolta (in uscita a marzo) realizzata con il laboratorio creativo IMPARA A NUOTARE del cantautore Filippo Gatti, che coniuga efficacemente con la canzone italiana le radici anglosassoni della band. Il suono acustico e la leggerezza ironica con cui il gruppo si rapporta al pubblico fanno sembrare semplici gli spartiti intricatissimi delle composizioni, sempre misurate sul formato canzone nonostante le visibili ascendenze prog.

È stato un battesimo del fuoco sulla lunga distanza, per testare molti brani del nuovo disco, riarrangiare un paio di vecchi classici e… diffondere il verbo di Tim Smith: Emanuele e Dominique non vogliono essere etichettati come i Sea Nymphs italiani, ma anche se la loro proposta musicale è molto personale, il legame affettivo con la famiglia Cardiacs resta comunque forte, come testimoniato anche dalla già annunciata prossima partecipazione al The Whole World Window festival for Tim Smith che si terrà ad agosto a Preston, UK.  

Fotografie di Roberta Barletta.



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