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Pubblicato il marzo 27th, 2018 | by Roberto Paravani

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The Decemberists – I’ll Be Your Girl (2018)

Tracklist
1. Once in My Life
2. Cutting Stone
3. Severed
4. Starwatcher
5. Tripping Along
6. Your Ghost
7. Everything Is Awful
8. Sucker’s Prayer
9. We All Die Young
10. Rusalka, Rusalka / Wild Rushes
11. I’ll Be Your Girl

Etichetta Capitol Records/CD

Durata 43’12”

Personell
Colin Meloy (Lead Vocals, Electric Guitar, Acoustic Guitar) ● Jenny Conlee (Organ, Piano, Vibraphone, Accordion, Synthesizer) ● Chris Funk (Acoustic Guitar, Electric Guitar, Synthesizer, Banjo, Bouzouki, Mandolin) ● Kelly Hogan (Backing Vocals) ● Nora O’Connor (Backing Vocals) ● John Moen (Drums, Percussion) ● Nate Query (Electric Bass, Electric Upright Bass, Cello) ● Mikaela Davis (Harp on Rusalka, Rusalka/Wild Rushes) ● Joe Cunningham (Saxophone on We All Die Young) ● Gaelynn Lea (Violin on Rusalka, Rusalka/Wild Rushes)

Alcune settimane prima dell’uscita di questo nuovo lavoro dei Decemberists, sono iniziate a rimbalzare sulla rete le note di Severed, il singolo apripista: un vero choc! Niente folk semi-acustico ma chitarrone elettriche dal suono crudo, tastiere e percussioni elettroniche manco fossimo tornati nell’Inghilterra degli anni ottanta. Una ricetta pesante la cui digestione ha richiesto pazienza e ripetuti ascolti, necessari soprattutto a capire che dietro questo nuovo strano abbigliamento, le intuizioni creative di Colin Meloy durante questi lunghi anni di attesa non si erano inaridite e che, per quanto bizzarro, il singolo dall’involucro “strano” conteneva una gran canzone, forse non tra le migliori, ma comunque un gran pezzo.

E una volta ascoltato tutto I’LL BE YOUR GIRL, il ragionamento espresso sopra può serenamente assere esteso a tutto il nuovo album, che giunge a noi a ben tre anni di distanza dal precedente (e fantastico) WHAT A TERRIBLE WORLD, WHAT A BEAUTIFUL WORLD, inframezzato dal non riuscitissimo progetto Offa Rex insieme alla cantautrice folk Olivia ChaneyColin Meloy descrive addirittura il lavoro come “Una festa da ballo apocalittica”, tra New Order, Depeche Mode e glam rock alla T-Rex, aggiungiamo noi; ma a ben ascoltare, non tutto il passato è rinnegato, vedi su tutti il riuscito medley Rusalka, Rusalka / Wild Rushes, che riporta la band sui territori alt-folk a lei più consoni.

Prodotto da John Congleton (St. Vincent, Blondie, Lana Del Rey e mille altri) l’ottavo album della band di Portland introduce un cambiamento brusco e discutibile ma più formale che sostanziale visto che la struttura delle composizioni è in fondo invariata e ci soddisfa ancora, nonostante tutto.




 

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