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Pubblicato il aprile 3rd, 2018 | by Antonio De Sarno

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Homunculus Res ‎– Della Stessa Sostanza Dei Sogni (2018)

Tracklist
1. La Cabala
2. Faccio una pazzia
3. Bianco supremo
4. Non sogno più
5. Mentre dormi
6. Rimedi ancestrali
7. Se la mente mentisse
8. Il nome di Dio
9. Denti cadenti
10. Dopamine
11. Preludio e distrazioni
12. La casa dei sogni

Etichetta Altrock Productions/CD

Durata 41’29”

Personell
Dario D’Alessandro (guitar, voice, keyboards, bass) ● Davide Di Giovanni (piano, organ, synth, acoustic guitar) ● Daniele Di Giovanni (drums, percussions) ● Mauro Turdo (guitar) ● Daniele Crisci (bass) ● Dave Newhouse (saxophones, clarinets, flute) ● Luciano Margorani (guitar) ● Tommaso Leddi (mandolin, trombone) ● Rocco Lomonaco (winds orchestration, guitars and bass) ● Petter Herbertsson (rhodes, keyboards, vibraphone, bass) ● Lorenzo Leddi (guitar) ● Giuseppe Turdo(oboe, french horn, english horn) ● Giorgio Trombino (alto sax, voice) ● Paolo Botta (synthesizers, hammond, wurlitzer) ● Dario Lo Cicero (flutes, chamois horn) ● Alessandra Oria Bollino (voice) ● Valerio Mirone (voice) ● Sara Zerilli (voice) ● Pivio (electronics and samples) ● Giovanni Rotondi (clarinets) ● Marco Monterosso (whistle)

Il titolo, citando il prospero della tempesta di Shakespare, potrebbe far pensare a qualcosa di terribilmente complicato, addirittura di metatestuale. Invece niente di tutto ciò: il terzo disco degli Homunculus Res rimane leggero come i due precedenti e, grazie alla miriade di ospiti, anche canori, ancora più vario e godibile, nella tradizione Canterburiana più orecchiabile, con testi e arrangiamenti che scivolano spesso e volentieri in terre surreali e mai noiose.

Nessun brano è particolarmente lungo (Denti Cadenti ha il merito di raggiungere i quattro minuti e quarantuno secondi!) e questo giova al senso di movimento continuo che attraversa i brani, labilmente legato dal tema dei sogni. Bianco Supremo affronta direttamente la veridicità dei sogni premonitori nella sua estrema eleganza condensata in poco più di 3 minuti, di cui la maggior parte gioiosamente strumentale. In realtà tutto il lavoro corre lungo questo duplice binario semiserio, raramente scadendo nel troppo demenziale, sebbene l’incipit di Non Sogno Più potesse forse essere evitato e il testo di Rimedi Ancestrali non sia proprio memorabile, a scapito della qualità del resto.

Gli ospiti fanno la loro parte nel rendere il lavoro ancora più denso, in particolare i fiati del veterano Dave Newhouse degli statunitensi Muffins, e il nostrano Luciano Margorani, chitarrista che negli ultimi anni milita nella Artchiptel Orchestra e che con il suo tocco nervoso impreziosisce Dopamine, uno dei brani più belli del disco. Contributo fondamentale, come nei dischi precedenti, è quello di Paolo ‘Ske’ Botta (molto più di un semplice ospite in realtà) con il suo armamentario di tastiere vintage.

L’unico brano non composto da Dario D’Alessandro, leader del quintetto palermitano, è quel gioiello di minisinfonia che è Preludio e Distrazioni, quasi in coda all’album. Preludio alla bellissima La Casa Dei Sogni, che chiude degnamente un’altra bella testimonianza di quanto sia vitale oggi il mondo musicale fuori dal mainstream senza, per questo, dover portare avanti un discorso serioso o d’avanguardia e rinunciare all’idea di musica come divertimento intelligente.

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