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Pubblicato il maggio 2nd, 2018 | by DDG

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Claire Diterzi – L’arbre en poche (2018)

Tracklist

1. Je N’Ai Pas Peur Du Froid
2. Les Plis De Mon Âme
3. Récitatif
4. Embrase-Moi Sur La Bûche
5. Connais-Moi Toi-Même
6. À L’Abri Des Flammes
7. Le Refuge
8. Pauvres Pêcheurs
9. Lachrimæ
10. Stabat Nature Dolorosa
11. Goldorak
12. Tuko Bina Damu

Etichetta Je Garde Le Chien

Durata 38’ 27’’

Personnel
Claire Diterzi (vocals, guitar, electronics, keyboards, kalimba, songs) ● Serge Kakudji (vocals – countertenor) ● Gilles Martin (electronics) ● Alexandre Pallu (vocals) ● Vincent Joinville (vocals – bass)

La mia è “musica contemporanea”, inteso nello stesso senso che si dà alle espressioni “teatro contemporaneo” e “danza contemporanea”: la definizione che l’autrice francese Claire Diterzi dà del proprio stile diventa comprensibile se si considera che L’ARBRE EN POCHE (2018), come il consigliatissimo predecessore 69 BATTEMENTS PAR MINUTE (2015) è parte di uno spettacolo portato in tournée nei teatri europei, dove le originali composizioni elettroacustiche vengono ulteriormente arricchite attraverso una componente visuale ulteriormente straniante.

Claire Touzi, detta (Dit) Terzi, in arte Diterzi, è un’artista con radici rock e punk, nota e attiva in Francia da oltre 20 anni: i suoi brani mescolano la canzone francese alle influenze di tante sperimentatrici degli ultimi 40 anni – l’approccio teatrale e gli acuti di Kate Bush, le atmosfere dei Bel Canto di Anneli Drecker (prodotti da quel Gilles Martin che qui si dedica alla programmazione), l’elettronica rumoristica di Bjork e molto altro. L’ARBRE EN POCHE, opera ambientalista ispirata dal romanzo di Italo Calvino Il barone rampante, introduce un antagonista alla voce dell’autrice, il contraltista congolese Serge Kakudji, protagonista della gran parte dei brani, col sorprendente risultato dell’aggiunta dell’opera moderna alla già variegata tavolozza della compositrice.

La scaletta ha qualche raro passaggio più chiaramente legato alle esigenze del canovaccio teatrale, ma il disco cresce e si emancipa dalla parte visuale con gli ascolti, grazie all’ispirazione delle composizioni che meglio intrecciano la scrittura della Diterzi con l’approccio para-operistico indotto da Kakudji (come i duetti dell’apertura Je N’Ai Pas Peur Du Froid e del potenziale singolo Le Refuge), e delle canzoni dove è più riconoscibile la personalità pienamente maturata nel già citato, ottimo 69 BATTEMENTS PAR MINUTE (Embrase-Moi Sur La Bûche o la conclusiva Tuko Bina Damu). Il trailer pubblicato su Youtube per promuovere la versione teatrale di L’ARBRE DE POCHE fornisce un rapido assaggio dello stile della Diterzi: in rete sono disponibili anche i video e le esibizioni dal vivo relative agli spettacoli precedenti, che permettono di apprezzare pienamente  la qualità e l’originalità della proposta artistica della compositrice di Tours.



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