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Pubblicato il maggio 24th, 2018 | by Paolo Carnelli

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Reveers – To Find A Place (2017)

Tracklist

1. Low To The Ground
2. Fortune Teller
3. Thesis, Antithesis & Synthesis
4. Music For A Silent Film
5. Mosaico
6. Spheres
7. Waves From The Sky
8. Blind Alley

Etichetta Music Force / Toks Records/CD

Durata 38’25”

Personell

Elia Amedeo Martina (basso, chitarra) ● Fabio Tomada (chitarre) ● Giulio Ghirardini (batteria, vibrafono, basso, voce) ● Ismaele Marangone (tastiere, piano, synth, voce)

Era da un po’ di tempo che in Italia non veniva pubblicato un bel disco Post Rock. Forse perché una volta arrivata nel nostro paese, l’estetica “post” è stata ben presto fagocitata dalla vecchia (e dura a morire) New Wave, perdendo per strada molto del suo fascino. In realtà i Reveers, giovanissimo quartetto udinese al debutto discografico, si rendono protagonisti di un percorso ancora più radicale, scegliendo di riallacciarsi direttamente a quell’“art rock non ancora post” che alla fine degli anni 80 cercava di recuperare le esperienze e le sonorità del decennio precedente, semplificandone i tratti e al tempo stesso dilatandone i confini. TO FIND A PLACE si sviluppa quindi in un ambito ancora fortemente legato alla forma canzone, come testimonia la durata contenuta dei brani e la presenza ostinata del cantato di Ismaele Marangone, ottimo nell’intenzione ma perfettibile nella familiarità con la lingua inglese.

Tutto ruota intorno alle tastiere multicolore dello stesso Marangone e alla chitarra elettrica punteggiata e rarefatta di Fabio Tomada, mentre la ritmica rimane intelligentemente sullo sfondo. Non si tratta però di musica ferma: se l’attenzione del prog fan sarà inevitabilmente attratta dai suggestivi intrecci tra chitarra elettrica, chitarra acustica, pianoforte e vibrafono della splendida Music for a Silent Film (una Cinema Show per il nuovo millennio) o dagli sprazzi post canterburiani di Spheres, le metriche sghembe e gioiose di Blind Alley richiamano alla mente l’astrattismo del miglior Bowie. Nei suoi quasi quaranta minuti, TO FIND A PLACE è un lavoro che condensa, pur con qualche imperfezione, una quantità di idee e di intuizioni timbriche impressionante per quattro musicisti poco più che ventenni. Aspettiamo con ansia il prossimo capitolo.



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