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Pubblicato il giugno 7th, 2018 | by Simone Ercole

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Marillion – All One Tonight – Live At The Royal Albert Hall (2018)

Tracklist

El Dorado
Living In F E A R
The Leavers
White Paper
The New Kings
Tomorrow’s New Country
The Space
Afraid Of Sunlight
The Great Escape
Go!
Man Of A Thousand Faces
Neverland
The Leavers: V. One Tonight

Etichetta Racket Records/DVD

Durata 154’32”

Personell

Steve Hogarth (vocals, guitar, keyboards, hammered dulcimer) ● Steve Rothery (guitars) ● Mark Kelly (keyboards, backing vocals) ● Pete Trewavas (bass, backing vocals) ● Ian Mosley (drums) ● Nicole Miller (viola) ● Margaret Hermant (violin) ● Maia Frankowski (violin) ● Annemie Osborne (cello) ● Sam Morris (french horn) ● Emma Halnan (flute) ● Michael Hunter (string arrangement, recording, mixing)

Se per molti artisti pubblicare live a raffica potrebbe risultare a volte ridondante (pensiamo ad esempio a Steve Hackett), ciò non si può dire per i Marillion: tra i Weekend con album riproposti per intero e serate tematiche, concerti pubblicati in tempi da Guinness World Records e serate speciali come quella in questione, le ripetizioni sono decisamente poche.

L’occasione per questo ALL ONE TONIGHT – LIVE AT THE ROYAL ALBERT HALL è la data del 13 ottobre 2017 alla mitica Royal Albert Hall di Londra. L’intenzione è quella di proporre una serata unica e speciale, divisa in due parti, dedicandone la prima metà all’ultimo album F.E.A.R. suonato per intero. L’esecuzione è fedele e “sentita”, anche da parte del pubblico che ad esempio, alla fine di Living In F E A R, continua a cantare in coro il finale del brano; cosa che si ripeterà altre volte più avanti, spesso unito a varie standing ovation. Uno spettacolo familiare per chiunque abbia preso parte ai recenti live dei Marillion, che vantano un pubblico sempre fedelissimo e coinvolto. E se già in questa prima ora e un quarto c’è di che gioire, è la seconda metà che, a mio parere, porta l’intero concerto ad un altro livello. Con l’aggiunta di un quartetto d’archi, un flauto ed un corno francese, i Marillion offrono una sequenza micidiale di alcuni dei loro migliori brani dell’epoca “post-Fish”. Strumentalmente c’è una solidità da parte di tutti che pare essere ineccepibile in ogni occasione, e Steve Hogarth, nonostante le occasionali “rotture” vocali (che funzionano bene in brani come The Space e The Great Escape, dove aggiungono pathos all’interpretazione, un po’ meno in Waiting To Happen ad esempio), si conferma come grande interprete dall’importante e coinvolgente presenza scenica. Molto riuscita e suggestiva nei risultati la trovata delle “finger lights” tirate fuori ed esposte dal pubblico sul finale di Go!: trovata scenica che fu organizzata dai fan ad insaputa della band in una convention di qualche tempo prima, e che la band stessa ha pensato di riorganizzare in occasione di questa serata. L’apice del concerto si raggiunge negli ultimi due brani, con una Neverland sempre molto emozionante, ornata da fiumi di ghiaccio secco, e una reprise dell’ultima sezione di The Leavers, One Tonight, molto azzeccata con la sua impressionante esplosione di coriandoli.

Sono tanti i momenti emozionanti in questo concerto; emozione che si può notare benissimo sia da parte del pubblico che della band, complice anche l’ottima regia che ci fa sentire parte dell’evento senza però risparmiarsi in riprese ad effetto. Nulla da dire sulla qualità audio e video, che si dimostra essere sempre di altissima qualità in ogni loro uscita. Visti gli innumerevoli live pubblicati dai Marillion, non si può dire con certezza che questo sia il migliore, ma è impossibile negare che si tratti di un ottimo candidato, a maggior ragione se avete apprezzato l’ultimo album in studio.



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