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Pubblicato il luglio 10th, 2018 | by DDG

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Pink Flag, Chairs Missing e 154: le edizioni definitive (davvero) dei capolavori dei Wire

Colin Newman e soci hanno finalmente messo mano agli archivi degli anni ’70, rilasciando con la loro Pink Flag delle edizioni critiche di PINK FLAG (1977), CHAIRS MISSING (1978) e 154 (1979), includendo per ognuna delle opere la versione rimasterizzata, una collezione dei singoli collegati al disco originale (assenti per il disco d’esordio) e la raccolta dei demo, confezionando il tutto in volumi formato 45 giri in brossura, curatissimi nella grafica e comprensivi di testi e note critiche (in inglese) per le singole canzoni.

La scelta di pubblicare il tutto a un prezzo ragionevole (circa 30 euro per edizione comprensiva di libro e 3 CD – 2 per il solo PINK FLAG) è azzeccata, ma l’operazione avrebbe meritato comunque attenzione al di là dalle valutazioni economiche: a rileggere le opere sono gli artisti stessi, lucidi oggi come allora, e il rigore che all’epoca permise di realizzare dischi così in anticipo sui tempi rimane anche nella costruzione asciutta dell’edizione critica – il disco originale suona bene, le raccolte dei singoli dell’epoca sono puntuali ed evitano l’inserimento strumentale di inediti non significativi, il libro ha grafica e testi all’altezza delle ambizioni del progetto.

Per 154, in particolare, il CD dei demo si rivela sorprendente anche per gli appassionati: le 16 registrazioni di pre-produzione realizzate in studio a dicembre 1978 includono la scaletta integrale del disco e un paio di singoli, e permettono di capire come Newman e il produttore e quinto Wire Mike Thorne lavorarono di lima e forbici per arrivare alla mirabile sintesi che avrebbero inciso pochi mesi dopo. I collegamenti con la quasi-wave di CHAIRS MISSING e addirittura col punk non allineato di PINK FLAG diventano meno labili di quanto non appaia nel disco (confrontare per credere la oscura The other window col suo demo quasi rock’n’roll), che nella sua miscela di suoni e generi rimanda piuttosto al progressive e alla psichedelia floydiana (evocata  anche dal logo Harvest).

Per chi conosce gli originali a memoria, note editoriali e demo sono una miniera di curiosità (anche rispetto ai testi delle prime bozze: An evening of fun in a metropolis of your choice è molto meno efficace del mantra che chiude la On returning pubblicata su 154), e i CD di singoli e inediti invogliano al riascolto, più di quanto capiti normalmente con le ristampe cariche di pezzi bonus (che spesso purtroppo si rivelano piuttosto dei malus): ma anche per chi volesse accostarsi oggi per la prima volta alla trilogia, queste edizioni speciali possono rappresentare una ottima alternativa ai vinili originali.

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