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Pubblicato il luglio 17th, 2018 | by DDG

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Ghost – Prequelle (2018)

Tracklist

A
1. Ashes
2. Rats
3. Faith
4. See the Light
5. Miasma

B
1. Dance Macabre
2. Pro Memoria
3. Witch Image
4. Helvetesfönster
5. Life Eternal

Etichetta Lorna Vista

Durata 42’ 18’’

Personnel
Cardinal Copia – Tobias Forge (vocals) ● Group of Nameless Ghouls (drums, bass, guitars, keyboards) ● Papa Nihil (saxophone) ● Minou Forge (vocals on Rats) ● Mikael Åkerfeldt (acoustic guitar on Helvetesfönster)

C’era curiosità di vedere come Tobias Forge avrebbe dato seguito all’ottimo MELIORA (2015), la summa di heavy metal, progressive, hard rock e pop con cui gli svedesi Ghost erano ufficialmente entrati nel mainstream: un successo sfortunatamente di breve durata per gli altri Nameless Ghouls mascherati, dato che il cantante truccato da Papa Oscuro (all’epoca attivo sotto lo pseudonimo di Papa Emeritus III) considerava i dischi usciti come parte di un suo progetto solista… L’estromissione dalla band dei musicisti (mascherati) di MELIORA aveva generato una causa tuttora in corso, e il conseguente rallentamento delle attività: tre anni di silenzio discografico, arrivati proprio quando Papa Emeritus e i suoi demoni erano all’apice della fama, interrotti solo dal mini POPESTAR (2016), raccolta di cover – Echo & the Bunnymen, Euryhtmics e Simiam Mobile Disco, tanto per dire dell’ecletticità… – incisa per supportare un unico inedito (la comunque riuscita Square Hammer).

Per chi non avesse familiarità con Forge e (ipotetici) compagni, la band richiede sicuramente un’apertura di fiducia per non fermarsi al giudizio sulla copertina – la mascherata pseudosatanista e l’immaginario metal evocato dal progetto contengono molta più ironia di quanto non si percepisca a prima vista, e la qualità della scrittura di MELIORA e PREQUELLE è sorprendente, tra testi volutamente ambigui e melodie trascinanti, strutture rock e quasi prog ed echi glam ed – ehm – ABBA.

PREQUELLE riparte proprio dove MELIORA si era interrotto: le linee di cantato e gli arrangiamenti del brano finale, Deus in Absentia, lasciavano trasparire in maniera più netta gli echi dei maestri del pop svedese, ed è lo stesso gusto per la melodia che marchia tutte le composizioni cantate del nuovo disco, che si tratti di inni da stadio (Dance Macabre, che fa pensare ai Kiss da classifica, o il primo singolo Rats, promosso con un video che sembra rileggere Thriller) o di ballate (la intensa See the Lighto la toccante chiusa di Life Eternal). Nella scaletta c’è spazio anche per due riusciti interludi strumentali – la lunga Miasma, con un inatteso solo di sax dell’unico Ghoul degno di un proprio nome, Papa Nihil, e il centone prog di Helvetesfönster, con l’altra stella del prog-metal scandinavo, Mikael Åkerfeldt degli Opeth, a supportare all’acustica: una strizzata d’occhio a chi vede Forge ormai proiettato verso gli show di prima serata, forse, ma anche la conferma della personalità dello svedese che, a dispetto dell’eterogeneità delle influenze (dai Blue Öyster Cult ai Boston, dai già citati ABBA all’hair metal anni ’80) e dei conseguenti salti di stile, dei contenziosi e della priorità allo show, è in grado di scrivere canzoni capaci di appassionare anche chi si è sempre tenuto alla larga da glam e dintorni.

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