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Pubblicato il agosto 31st, 2018 | by Lorenzo Barbagli

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OH. – Metallia (2018)

Tracklist

1. Red Lion
2. Bee
3. Androgyny
4. Resurrection
5. Dragon’s Kiss
6. Triumph

Etichetta Self production/CD

Durata 24’42”

Personell

OH. (electric and acoustic guitars, bass, drums, keyboard, violin, vocals)

Nella copertina di METALLIA, Olivia Hadjiioannou, vero nome del suo alter ego musicale OH., sembrerebbe ritratta come un’immaginaria dea della guerra. Il libretto allegato all’album non è da meno, ampliando in forma iconografica, tra leggenda e mitologia, il suo immaginario musicale. Una metafora che calza per la carica con cui OH. affronta questa sfida. E quindi varrebbe la pena di ascoltare METALLIA solo per lo sforzo profuso dalla sua autrice, la quale si cimenta in solitaria nell’arrangiare, produrre, comporre e suonare tutti gli strumenti. METALLIA lo potremmo definire un concept EP dove le sei tracce strumentali sono legate nel rappresentare un viaggio attraverso la mente e il corpo, a metà strada tra rigenerazione e consapevolezza. Olivia Hadjiioannou ci mostra il lato femminile del progressive metal, muscolare e aggressivo come quello dei suoi colleghi maschi, ma la musicista greca è attirata anche dai contrasti tra caos primigenio e tensione latente che questo può produrre.

E così tra chitarre sferraglianti, reiterati vocalizzi trascendenti e lontane derive etniche, quello di Oh. è un rituale metal che mischia più elementi come in alchimia (altro tema esoterico che emerge dall’EP). Ovviamente la musica non si ferma a un progressive metal dal piglio sinfonico, ma all’interno emergono inflessioni che puntano verso stilemi mediorientali, operistici ed ellenici, tutti elementi che concorrono ad aumentare lo spessore melodrammatico dell’opera. Non deve essere stato facile architettare in solitudine le complesse stratificazioni che compongono i brani, anche se METALLIA mostra uno svolgimento coerente e omogeneo, più vicino alla prospettiva di un’unica suite invece che a sei pezzi distinti, caratterizzato da un impianto ritmico ricco di tribalismi che doppiano tamburi da guerra, progressioni orchestrali e fraseggi chitarristici frenetici. Si va a creare in tal modo un’atmosfera in costante tensione, deflagrante dal primo all’ultimo minuto, senza mediazioni di crescendo.

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