Live report

Pubblicato il ottobre 3rd, 2018 | by Paolo Formichetti

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IL BACIO DELLA MEDUSA – Roma, Progressivamente Free Festival – 28/9/2018

A due anni esatti dalla precedente infuocata esibizione, torna al Progressivamente Free Festival Il Bacio della Medusa. Il tempo trascorso ha visto il gruppo darsi da fare sia in sede live, con numerosi concerti tra i quali spicca quello milanese presso La Casa di Alex, che in studio di registrazione con la recente pubblicazione del quarto disco, SEME*. Novità si sono riscontrate anche a livello di formazione in quanto il chitarrista Simone “Il Poca” Matteucci si è aggiunto alla consolidata line up costituita da Simone Cecchini (voce e chitarra acustica), Simone Brozzetti (chitarra elettrica), Federico Caprai (basso), Eva Morelli (flauto traverso e sax), Diego Petrini (batteria e tastiere).

Alle 21,30 precise (saggia scelta dell’organizzazione) la band ha fatto il suo ingresso sul palco attaccando la rocciosa title track del nuovo album, un tiratissimo hard-prog in odore di Deep Purple che è stata una vera e propria scarica di elettricità riversata su un pubblico attento e numeroso. Dopo una simile staffilata i ritmi si sono placati immediatamente con la splendida ballad elettroacustica La sonda, mentre il prog è tornato a farla da padrone con 5 e ¼ fuori dalla finestra il tempo è dispari. Il brano è sicuramente il capolavoro dell’ultimo disco e probabilmente uno dei punti più alti nella produzione artistica della formazione umbra. In poco meno di dieci minuti si passa dal jazz rock, al flamenco-prog per concludere con una parte finale che sembra uscita dalla penna di Vittorio Nocenzi e che mette i brividi sia per le liriche personalissime di Cecchini che per i soli struggenti delle “gemelle diverse” a sei corde: la Stratocaster di Matteucci e la fida Les Paul di Brozzetti.

Il quarto brano è ancora un estratto dal disco di recente pubblicazione: Animatronica platonica, interessante esperimento tra prog ed elettronica che viene eseguito con in sottofondo le immagini del videoclip che la band ha realizzato. Il tempo passa e giunge il momento di qualche vecchio successo: la bella Indignatio, dal precedente DEUS LO VULT e la struggente Confessione di un amante che vede Petrini lasciare il suo posto dietro i tamburi per mettere le mani, con la consueta perizia, sui tasti bianchi e neri di una tastiera. La bellezza di quest’ultimo brano è tale da lasciare gli spettatori in un silenzio assoluto prima di un meritato e scrosciante applauso. Il concerto volge al termine con i ragazzi sul palco completamente a loro agio e con l’aria di divertirsi molto e volersi godere ogni istante e ogni emozione regalata alla platea. Il sentiero di luce, ultimo estratto da SEME* e il classico energico finale con De luxuria, et de ludo, et de taberna chiudono un concerto ricco di energia ed emozioni in ugual misura, condotto senza sbavature da una delle migliori band che il rock italiano (e non solo il prog) possa attualmente vantare. — Foto di Paolo Carnelli

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