Live report

Pubblicato il ottobre 5th, 2018 | by Lino Carfagna

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David Crosby and friends – Auditorium Parco della Musica, Roma – 13/9/2018

La sera dello scorso 13 Settembre presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, abbiamo assistito all’entusiasmante concerto di David Crosby, seconda tappa del suo Sky Trails tour, una sorta di celebrazione di uno dei protagonisti indiscussi della stagione della west coast, genere musicale in auge in California  nei tardi anni sessanta e per tutti gli anni settanta.

Sul palco insieme a lui cinque performer d’eccezione come Mai Agan (basso), Steve Di Stanislao (batteria), Michelle Willis (tastiera e voce), James Raymond (tastiera) e Jeff Pevar (chitarra), questi ultimi membri insieme allo stesso Crosby anche dei Crosby, Pevar, Raymond (CPR), gruppo costituitosi verso la metà degli anni novanta con all’attivo soltanto due album e in cui ha militato lo stesso figlio del musicista americano, James Raymond, ricongiuntosi al padre dopo molti anni.

Crosby è un artista dal carisma tale che saprebbe probabilmente catalizzare l’attenzione del pubblico anche se uscisse sul palco in pigiama e questo per una serie di motivi più o meno noti, primo fra tutti l’essere una sorta di icona, insieme anche ai vari  Stills, Nash, Young, Dylan, la Baez e altri ancora di una certa musica di protesta legata ai movimenti studenteschi sviluppatisi nei primi anni settanta contro la guerra del Vietnam. A questo proposito Crosby, fedele al suo passato, non dimentica a un certo punto della sua performance di accennare alla politica inqualificabile dell’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump che definisce senza mezzi termini …..”a hole of ass” tra gli applausi del pubblico dell’Auditorium.

Il concerto di Roma si apre con In my dreams dall’album CSN del 1977, che contribuisce a creare da subito un’atmosfera unica, magica, che ci riporta a sonorità tipiche di quegli anni mai dimenticate. La voce di Crosby è assolutamente cristallina, perfettamente intonata e ammaliante come un tempo e i suoi 77 anni non hanno minimamente scalfito il suo smalto. Al contrario non appena in sala risuonano le prima note della storica Guinnevere  l’emozione e la commozione sono ancora fortissime. Poco dopo  ecco un altro brano memorabile,  Wooden Ships, firmato da Crosby insieme agli amici di sempre  S. Stills e G. Nash. I musicisti che accompagnano Crosby in quest’avventura lo assecondano e lo sostengono alla grande intrecciando con lui spettacolari dialoghi musicali a cominciare da Jeff Pevar alla chitarra che duetta spesso egregiamente con il Nostro, sfoggiando una notevole padronanza dello strumento.

Per le battute finali della serata Crosby regala  all’audience dell’Auditorium di Roma due autentiche perle:  Almost I cut my hear e Ohio di Neil Young, brani intramontabili che danno ancora i brividi. Improvvisamente, come stregati dal suono delle sirene, tutti nella sala lasciano i propri posti  e si radunano sotto il palco a cantare …..”Tin soldiers and Nixon coming, we’re finally on our own, this summer i hear the drumming, four dead in Ohio”….. Il tempo per qualche minuto si  ferma e noi siamo ancora in marcia!

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