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Pubblicato il ottobre 23rd, 2018 | by Paolo Carnelli

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Nosound: il cambiamento all’improvviso

Come David Byrne ai tempi di NAKED. O, se preferite, come il Dave Gahan di SONGS OF FAITH AND DEVOTION. Giancarlo Erra ha deciso di abbinare all’uscita del nuovo album dei suoi Nosound, ALLOW YOURSELF, un evidente cambio di look: capelli lunghi, lui che li ha sempre portati molto corti, a testimonianza di un cambiamento in atto.

Una volta inserito nel lettore il dischetto, ecco immediatamente la conferma: Ego Drip è tutta basata su un arpeggiatore e una cassa elettronica quasi dance, su cui insiste un incastro vocale asincrono. Sembra di ascoltare KID-A dei Radiohead. “In effetti alcuni hanno definito ALLOW YOURSELF il KID-A dei Nosound, o il DAMNATION dei Nosound… ora ci manca solo che qualcuno dica che ALLOW YOURSELF è il THE FINAL CUT dei Nosound, dopo di che avranno elencato i tre album che adoro di più rispettivamente di Radiohead, Opeth e Pink Floyd!” conferma ridendo Giancarlo.

Dopo aver già provato a cambiare rotta con il precedente SCINTILLA, in cui l’accento era però posto su un modo nuovo di scrivere canzoni, di raccontare le proprie emozioni in maniera più diretta e rotonda, quasi cantautorale, stavolta Giancarlo sembra voler azzerare tutto e ripartire da capo: minimalismo, introspezione, totale assenza di sovrastrutture. Un disco in bianco e nero, come l’artwork misterioso che lo avvolge. Un album che è un mettersi a nudo, nel bene e nel male, e che richiede da parte dell’ascoltatore una attenzione totale per poter entrare in sintonia con le sottili sfumature presenti negli undici brani che lo compongono. “Musicalmente parlando, i miei gusti sono sempre stati orientati alla musica contemporanea, alternativa ed elettronica, più che al rock, che invece seguivo da adolescente, ma avendo iniziato in quell’ambito ho avuto bisogno di fare un certo percorso per arrivare fino a qui.

Inevitabile cambiare dopo tredici anni di attività e sei album in studio, ma inevitabile anche che un cambiamento così radicale possa generare qualche resistenza tra i fan più accaniti: “Come per ogni cambiamento vero, la conseguenza è che a fronte dell’interesse da parte di una nuova fetta di pubblico, nelle fila dei fan della prima ora invece c’è un po’ di scontento: del resto loro sono quelli più affezionati emotivamente ai primi lavori e tutti tendiamo ad apprezzare di più i primi album che ascoltiamo di un certo artista. Però con ALLOW YOURSELF sono riuscito finalmente a trovare dentro di me la chiave di volta per liberarmi da un subconscio che mi faceva stare ancora troppo in ciò che Nosound è stato finora: è un lavoro dove ho messo al 100% non il passato, ma il presente e il futuro.

Ora che il momento del cambiamento è arrivato, oltre a farsene una ragion non resta che guardare con curiosità all’appuntamento del 26 ottobre al Wishlist di Roma: un’occasione preziosa per ascoltare i nuovi Nosound in versione live e provare l’effetto che fa. Ma soprattutto per vedere dal vivo una grande band. La serata, già densa di contenuti musicali, sarà ulteriormente impreziosita dalla featuring di un artista che non ha bisogno di presentazioni: Vincent Cavanagh, membro fondatore degli Anathema.



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