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Pubblicato il ottobre 24th, 2018 | by Lorenzo Barbagli

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Sterbus – Real Estate / Fake Inverno (2018)

Tracklist
CD1:
1.Fall Awesome
2.Maybe Baby
3.In This Grace
4.Prosopopeye
5.Home Planet Gone
6.Razor Legs
7.Emy’s Fears
8.Shine a Light
CD2:
9.Adverse Advice MCCCXLVII
10.Little Miss Queen of Light (Willow)
11.(Maybe I’m a) Lioness
12.Mate in 4/4
13.”Real Estate / Fake Winter” Reel
14.Stoner Kebab
15.Micro New-Wave
16.Trapeze
17.Bonus Track: Blackducks on Parade

Etichetta Zillion Watt Records/CD

Durata 70’45”

Personell

Emanuele Sterbini: vocals, acoustic guitar, electric guitar, bass, axoloti, melodica, strings, synth, shaker, digital hand-claps ● Dominique D’Avanzo: vocals, clarinet, flute ● Bob Leith: drums, lead vocals (17)
With:
Sauro Berti: bass clarinet (1, 13, 17) ● Carlo Schneider: alto sax (1, 4, 6, 11, 13) ● Riccardo Piergiovanni: piano (2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 13, 14, 15), mellotron (1, 14), strings (3, 16), marimba (6), electric piano (6), organ (14, 15) ● Francesco Grammatico: trumpet (1, 4, 15), piano (1, 4, 10), axoloti (4), backing vocals (4, 17), slide guitar (8), guitar arpeggio (12), synth (10) ● Noel C. Storey: harpsichord (9), piano (16), Reg (1) ● Charlie Cawood: sitar (2, 15), 12-strings acoustic guitar (2), electric zigzag guitar (2) ● Elisa Raho: celtic harp (2, 13) ● Andrea Salvi: flute solo (5) ● Claudio Cavallaro: clarinet (6) ● Adrian Beckwith: piano (11) ● Jurgen Verfaillie: stunt guitar epic solo (8) ● Johnny Dal Basso: harmonica solo (14) ● Matteo Bertolini: glockenspiel (5, 17) ● Brenda Gaga: tambourine (1, 2, 4, 5, 6, 8, 15, 17), synth sweep (6), shaker (8, 12, 13), triangle (8), bongos (8), vibraslap (10) ● Oslo Port: finger snaps (3), birds chirping (7) ● Hannah Maher: Xerxes (1) ● David Sheridon: blues guitar intro (11) ● Debz Joy: lead vocals (11) ● Emanuele Binelli: vocals (15) ● Moira Ceccaroli: backing vocals (6) ● Nick Prol: backing vocals (6) ● Francesco Chini: backing vocals (8) ● Tim Rogers: himself (7) ● Florence Spilsbury-Roberts: herself (7, 17) ● Christian Dalenz: himself (14) ● Fabiana Grandi: chinese herself (14)

Sterbus è il nome sotto il quale opera da alcuni anni il musicista romano Emanuele Sterbini. In questo nuovo capitolo della sua avventura discografica lo troviamo impegnato insieme alla fiatista e cantante Dominique D’Avanzo in un doppio album con relativo titolo speculare che esprime un divertente gioco di parole italoinglese. Ma le soprese non finiscono qui, poiché nella miriade di ospiti raccolti intorno a REAL ESTATE/FAKE INVERNO spicca il nome di Bob Leith, batterista dei Cardiacs che si è messo a disposizione del duo, aggiungendo le sue ritmiche in tutto l’album. D’altra parte Sterbini non fa mistero della sua devozione nei confronti della band di Tim Smith, avendo avuto anche l’onore di comparire nel tribute album del 2010 LEADER OF THE STARRY SKIES con una cover di Dirty Boy.

Fatta questa premessa, ci si può già immaginare l’approccio molto particolare e sopra le righe da parte degli Sterbus nei confronti di generi come pop rock, punk e prog. Il rollercoaster messo a punto dal progetto prevede infatti una prospettiva a volte smaliziata e a volte idiosincratica della materia pop rock, che il formato doppio permette di esaminare in molteplici aspetti. Sia nella parte “estiva” che in quella “invernale” acustico ed elettrico si fondono e si confondono tra stralunate ballate nonsense (Maybe Baby) e delicati sipari bucolici (In This Grace, “Real Estate / Fake Winter” Reel) e naturalmente filastrocche punk molto energetiche in odore di Cardiacs (Prosopopeye) o di Beatles (Emy’s Fears).

Possiamo però rilevare che il cuore progressivo dell’album risiede maggiormente nel primo CD, negli arrangiamenti inclusivi di parti orchestrali e coretti polifonici, nelle soluzioni strumentali di Fall Awesome e Shine a Light che mutano quasi ad ogni strofa, per non parlare della semistrumentale Razor Legs, che alterna tiratissimi riff math rock e prog psichedelico. Il secondo disco, utilizzando sempre gli stessi stratagemmi, è più orientato verso il power pop inclusivo, ma con un primordiale ritorno al rock basico, ad esempio nell’andatura spedita e scanzonata di Mate in 4/4, nelle schitarrate di Stoner Kebab o nella post wave di Micro New-Wave. REAL ESTATE/FAKE INVERNO è quindi un album non solo per chi ama il prog, ma anche il pop genuino: se per i Cardiacs era stata coniata la crasi Pronk, analogamente per gli Sterbus si potrebbe parlare di Prop.



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