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Pubblicato il novembre 30th, 2018 | by Roberto Paravani

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VV.AA. – A Life in Yes: The Chris Squire Tribute (2018)

Tracklist
1. Jon Davison & Patrick Moraz – On The Silent Wings Of Freedom
2. Steve Hogarth & Larry Fast – Hold Out Your Hand
3. Annie Haslam – Onward
4. David Sancious & Steve Stevens – South Side Of The Sky
5. Sonja Kristina – The Fish
6. Steve Porcaro & Steve Hackett – The More We Live/Let Go
7. Jon Davison & Tony Kaye – Parallels
8. Nikki Squire & Dweezil Zappa – Owner Of A Lonely Heart
9. Todd Rundgren, John Wesley & Tony Kaye – Roundabout
10. Candice Night & Brian Auger – Don’t Kill The Whale
11. The Prog Collective – The Technical Divide
12. Chris Squire – Comfortably Numb

Etichetta Purple Pyramid Records/CD

Durata 74’49”

Personell
Billy Sherwood (vocals, guitars, keyboards, bass, sitar) ● Jay Schellen (drums)

Billy Sherwood è stato realmente discepolo e amico di Chris Squire. Con Squire ha suonato più volte in vari contesti, il volere di Squire lo ha addirittura fatto entrare una prima volta negli Yes nel 1997 e la morte del bassista nel 2015 gli ha permesso di rientrare nella band come sostituto. L’album in oggetto verrà inserito nelle base-dati sotto la voce VV.AA., ma è un lavoro di Sherwood al 100%, uno dei tantissimi tributi creati per Purple Pyramid Records, pensati, prodotti e registrati in solitaria con l’importante aggiunta di ospiti molto conosciuti in ambito prog e classic rock. E viste le circostanze, questo è probabilmente il più sentito e forse anche il più riuscito. Sherwood come detto, canta, suona le chitarre, le tastiere, produce, arrangia, funge da produttore, fonico, si occupa del missaggio e, come è ovvio, avoca a se il ruolo di bassista. Insomma fa tutto senza peraltro eccellere in nessun ruolo. Come sempre.

La scelta delle canzoni è ovviamente incentra sul repertorio degli Yes, attingendo principalmente tra le poche scritte da Squire come autore e tra le molte in cui è co-autore, oltre a Roundabout a firma Anderson/Howe, ma fortemente caratterizzata dal suo rutilante riff del basso. Al di fuori del repertorio degli Yes un solo brano, Hold Out Your Hand, estratto dall’unico vero lavoro solista di Squire ossia l’eccellente FISH OUT OF WATER. Quindi stiamo parlando di composizioni fantastiche, con la sola eccezione della modesta The More We Live/Let Go, guarda caso l’unica che vede come (co)autore proprio il nostro Billy.

Le versioni sono tutte molto vicine all’originale e in alcuni casi sfiorano la copia calligrafica (vedi Owner Of A Lonely Heart). E come da tradizione, abbondano gli ospiti famosi e stagionati, molti dei quali in qualche maniera legati alla galassia Yes: ci sono i vecchi tastieristi Patrick Moraz e Tony Kaye, c’è (purtroppo) l’attuale cantante Jon Davison in ben due pezzi, che riesce ad affossare una On The Silent Wings Of Freedom che senza di lui sarebbe stata l’interpretazione meglio riuscita. E poi c’è Steve Hackett che in passato ha collaborato con Squire, c’e’ Annie Haslam che affronta il repertorio Yes per la seconda volta, c’è uno scintillante David Sancious che in passato ha suonato con Jon Anderson, Steve Porcaro che all’epoca aggiunse qualche suono di tastiera su OPEN YOUR EYES e UNION, c’è l’ex moglie con velleità artistiche Nikki Squire riesumata non si sa da dove, mentre alla batteria siede sempre lo storico e fidato collaboratore di Sherwood, Jay Schellen che in tempi recenti è anch’egli entrato negli Yes come stampella per Alan White. E poi ci sono nomi abbastanza inaspettati tra i quali spiccano quelli di Brian Auger, Dweezil Zappa e Todd Rundgren.

Ad avvolgere il tutto, gli arrangiamenti, i suoni, l’elegante insipienza di Sherwood, poliedrico gregario in perenne attesa di promozione ad un rango superiore. In coda al lavoro, visto che siamo in casa Purple Pyramid, ci sono due pezzi già conosciuti con Squire all’opera, presi tra i mille lavori prodotti in questo ambito da Sherwood: The Technical Divide dal progetto THE PROG COLLECTIVE e Comfortably Numb da PIGS & PYRAMIDS, un tributo ai Pink Floyd.

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