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Pubblicato il dicembre 5th, 2018 | by Antonio De Sarno

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All Traps On Earth – A Drop of Light (2018)

Tracklist
1. All Traps on Earth
2. Magmatic Warning
3. Omen
4. First Step
5. Bortglömda Gårdar

Etichetta AMS/CD

Durata 64’00”

Personell
Johann Brand (bass, keyboards, guitars, percussions, vocals) ● Thomas Johnson (keyboards) ● Erik Hammarström (drums, percussions) ● Miranda Brand (vocals) ● Fredrik Lindborg (clarinet, saxophone) ● Karl Olandersson (trumpet, flugelhorn) ● Magnus Båge (flute) ● Matthias Bååth (flute) ● Phil Mercy (guitars)

Il “suono” del terrore emana già dal nero dello sfondo della copertina, dal volto sofferente del contorto uomo-albero raffigurato all’interno di un paesaggio visionario degno di William Blake. Per i romantici era proprio attraverso il terrore che si poteva cogliere il sublime e non ne dubitiamo per un attimo ascoltando questo primo frutto “solista” di Johann Brand, poderoso bassista degli Änglagård, band che più di ogni altra ci ha fatto viaggiare a occhi chiusi nei bui anni ’90. Il mellotron (ad opera di un ex Änglagård, Thomas Johnson) fa il resto, ma chi, come me, ha l’esordio del gruppo svedese (HYBRIS, ricordate?), indelebilmente impresso nei propri ricordi, non ci metterà molto per ritrovare quelle stesse atmosfere, tali e quali, in questo nuovo lavoro. Quel sound così riconoscibile (figlio, secondo il nostro modesto parere, anche di quel lontano VOYAGE OF THE ACOLYTE di Hackett), viene qui arricchito dalla voce da soprano della figlia di Brand, Miranda, e da una straordinaria tromba solista.

Un lavoro oscuro ma potente, a partire dalla immensa All Traps on Earth, 18 minuti di puro HYBRIS sound. Nessuna concessione alla musica di facile ascolto, ma questo vale per tutta la produzione di casa Änglagård. Il successivo Magmatic (sedici minuti!) ha un primo movimento più tranquillo, per poi riprendere le atmosfere da incubo, finché la tromba solista non ci va volare, fino a cullarci nuovamente con una sezione molto melodica per piano e flauto. Finale bellissimo, con voce e tromba, quasi una colonna sonora immaginaria per l’inferno dantesco.

L’apertura decisamente crimsoniana del terzo Omen (appena tredici minuti!) è la definitiva discesa agli inferi. Tiriamo un sospiro di sollievo con il purgatorio che di fatto rappresentano i due minuti per piano e mellotron di First Step. Sorprendente la conclusiva Bortglömda Gårdar (14 minuti), inizio delicato e cantato, ma che ben presto diventa un altro affresco gotico con sprazzi di romanticismo dalla chitarra elettrica. E’ difficile parlare di mood dominante in quanto questo brano, forse più degli altri, è continuamente in movimento e ad ogni intervallo bucolico sopravviene una sezione epica o aggressivamente sincopata.

ALL TRAPS ON EARTH non è un disco leggero ma, come l’antenato HYBRIS, potrebbe presto diventare l’emblema del prog sinfonico proveniente dalle terre del nord. Di sicuro non deluderà nessuno.

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