Live report

Pubblicato il Marzo 25th, 2019 | by Paolo Formichetti

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Il Segno del Comando – Roma, Defrag – 23/03/2019

La certezza che Il Segno del Comando fosse una grandissima band da studio si è sempre avuta ascoltando le loro produzioni discografiche, tra le quali il recente L’INCANTO DELLO ZERO rappresenta probabilmente il climax artistico: un disco stupendo, perfetto nel suo equilibratissimo mix di tecnica strumentale, genialità compositiva ed emozioni profuse a piene mani.

Il sospetto che si trattasse di un gruppo altrettanto straordinario dal vivo era sorto ascoltando il bellissimo AL PASSATO, AL PRESENTE, AL FUTURO… LIVE IN STUDIO, disco del 2017, autoprodotto e inizialmente pubblicato in edizione limitata e  numerata ed ora ristampato in digipack: tale opera vedeva la nuova formazione della band, reclutata dal bassista e fondatore Diego Banchero, cimentarsi egregiamente con alcuni brani iconici del vecchio repertorio registrandoli in studio in una impeccabile performance live, senza ritocchi o sovraincisioni.

La conferma che il Segno del Comando fosse in grado di dire la sua anche su un palco, di fronte ad un pubblico attento ed esigente si è avuta grazie al  concerto tenuto recentemente al Defrag di Roma, che ha visto la band genovese esibirsi per la prima volta nella capitale.

Dopo l’apertura affidata all’interessante band La Fantasima, il Segno del Comando sale sul palco: Diego Banchero col suo basso a cinque corde, Davide Bruzzi alla chitarra elettrica e tastiere, Roberto Lucanato con la sua elettrica a sette corde, Beppi Menozzi alle tastiere, Fernando Cherchi alla batteria e lo straordinario cantante Riccardo Morello. La band parte alla grande proponendo un corposo estratto dall’ultimo lavoro: vengono infatti eseguite una dopo l’altra Il calice dell’oblio, Sulla via della veglia, Le 4 a, Nel labirinto spirituale, Il mio nome è menzogna, Aseità, Metamorfosi. La coesione tra i musicisti è straordinaria, le esecuzioni impeccabili ed energiche, Morello semplicemente perfetto nell’interpretare e declamare testi profondi e mai banali. Dopo un simile, folgorante inizio, è la volta di un excursus nei brani storici: Komplott charousek, Golem, Usibepu, La taverna dell’angelo, Il segno del comando. Anche su questa parte di repertorio la band si dimostra ineccepibile regalando al pubblico entusiasta una performance di rara intensità. Da segnalare come ulteriori pro a corollario del concerto, l’ottimo bilanciamento dei suoni realizzato dal fonico del locale, la modestia e semplicità mostrata sul palco dai ragazzi del gruppo e la loro grande disponibilità nell’interagire per ore con i fan tra chiacchiere, foto ed autografi. Unico neo della serata, l’affluenza non bassa ma sicuramente non degna di un evento di cotale qualità artistica e la mancata esecuzione, ma questo è un parere strettamente personale, di Retrospettiva di un amore, uno dei brani più belli e struggenti mai realizzati da una prog band italiana.

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