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Pubblicato il Gennaio 26th, 2019 | by DDG

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Bent Van Looy: questo è (Das) Pop!

Bent Van Looy è un autore e cantante belga, popolare in Europa da quando era il frontman del gruppo power Das Pop: l’artista di Gand è piuttosto eclettico, e in patria è noto come batterista dei Soulwax, pittore, designer e … icona fashion, avendo anche una carriera parallela come fondatore di un’etichetta di moda, The Jante Law. Il suo recente YOURS TRULY (2018), prodotto da Jason Falkner, è uno dei migliori dischi pop degli ultimi mesi, undici canzoni ispirate con il marchio di fabbrica personalissimo dell’autore, che echeggiano qua e là i Beatles, gli ultimi XTC o Randy Newman: una breve conversazione telefonica con Bent ha permesso di scoprire ulteriori dettagli al riguardo.

I tuoi precedenti dischi da solista non erano così brillanti e gioiosi come YOURS TRULY – il clown triste sulla copertina di ROUND THE BEND era un’immagine abbastanza chiara del tuo stile, o dei tuoi sentimenti, in quel momento: sei tornato al pop?
Considero i miei dischi da solista come una trilogia, un viaggio pop: ROUND THE BEND (2014) era molto intimo e pianistico, rispetto a PYJAMA DAYS (2016), che è più aperto, accessibile… e questa volta, con YOURS TRULY (2018 ), volevo esplorare la musica pop più barocca e melodica.

E l’uso dell’ukulele è parte dell’esplorazione?
Il punto è che non so suonare bene la chitarra: mia moglie mi ha comprato un ukulele come regalo di compleanno, e non avevo idea di come usarlo, poi ho trovato su YouTube questo hawaiiano che suona Somewhere over the rainbow, la vecchia canzone del Mago di Oz di Judy Garland, e ho iniziato a pensare che sarebbe stato interessante provare a utilizzarlo per scrivere le mie cose. In realtà non so come si dovrebbe suonare davvero l’ukulele, ma ora suono l’ukulele come faccio con il piano, attraverso l’istinto – il che, a volte, porta a inventare nuovi colori, per così dire.

Ma questa esplorazione ti ha anche riportato ai vecchi tempi dei Das Pop, sembrerebbe.
Sì, assolutamente, concordo! I precedenti dischi solisti erano più malinconici, questa volta l’ukulele è stato parte di una fase positiva del viaggio, puro divertimento, proprio come certe canzoni scritte con i Das Pop.

Jason Falkner ti ha sostenuto e prodotto durante l’intero viaggio, come ha fatto con altri autori pop europei, come il tuo amico Anne Soldaat.
Ancora prima di incontrare Jason Falkner, ero un grande fan della sua musica, fin dai miei 20 anni, ricordo che passavo ogni giorno un sacco di tempo nel negozio di dischi a mettere i suoi LP, non avendo i soldi per comprarli tutti! Poi Jason ha lavorato con Anne Soldaat, che è mio amico, facendo un bellissimo lavoro sulle sue composizioni, che sono così ricche di melodia; Anne gli ha fatto ascoltare la mia musica, senza dirmelo, poi mi ha detto che gli piaceva … e sono volato a Los Angeles per iniziare  a lavorare con lui, nel suo studio.

Quindi, ci sono collegamenti reali tra te/Das Pop e i Daryll-Ann di Anne Soldaat e Paulusma! A parte le vicinanze geografiche – Fiandre e Olanda condividono anche la lingua… – ho sempre notato delle radici comuni – Beatles e XTC, forse.
Siamo amici, e quando con i  Das Pop andavamo in tournée in tutta Europa (tranne che in Italia e in Danimarca, in effetti…), abbiamo spesso diviso il palco con loro, in particolare in Olanda, abbiamo suonato in Olanda più che in qualsiasi altro posto nel mondo… suonare con Anne è divertente! Rispetto alle radici comuni, sì e no: siamo tutti appassionati della musica melodica pop d’epoca, ma con i Das Pop eravamo più orientati verso il Regno Unito e l’Irlanda, mentre loro guardavano più verso la musica americana – spero che si capisca cosa intendo! D’altra parte, ci sono anche tante somiglianze nell’approccio, per esempio lo stile pop internazionale, entrambi abbiamo preferito cantare in inglese, poiché la lingua olandese non è parlata da molte persone, e non è così musicale come l’inglese o l’italiano – noi non abbiamo niente come la vostra opera, in olandese …

Com’è stato collaborare con Jason Falkner – in particolare, scrivere canzoni come Never look back e Yours truly?
È stato un processo naturale, niente di pianificato: in particolare, Never look back è stata composta a quattro mani in tempo reale, 50/50, era l’ultimo giorno di registrazione, è stato fatto tutto in 2 ore, e in pochi giorni era già arrangiata e incisa: è stato grandioso!

E le tue radici? Abbiamo parlato di Randy Newman.
Hmmm … è difficile identificare le radici della propria musica da soli – voglio dire, quando stavamo lavorando su YOUR TRULY stavo ascoltando molte cose che forse mi hanno influenzato, strani dischi scoperti a L.A., oscura musica pop degli anni settanta; in questi giorni invece mi sono appassionato a un sacco di dischi strumentali, mi piace in particolare musica della quale non ho idea di come sia stata fatta … Ora sto scrivendo nuove canzoni, ma è difficile descrivere o pianificare come questi ascolti entreranno nelle composizioni, il mio prossimo progetto dovrà essere una sorpresa anche per me!



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