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Pubblicato il Ottobre 17th, 2021 | by Lorenzo Barbagli

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However – Sudden Dusk (1981)

Tracklist

1. It’s Good Fun (3:41)
2. Hardt (2:18)
3. In the Aisles (2:13)
4. Louise Sitting in a Chair (4:17)
5. Beese (7:08)
6. Sudden Dusk (3:59)
7. Lamplight (3:14)
8. Grandfather Was the Driver (3:20)
9. Trees for the Forest (6:33)
10. In the Midst of Making (5:18)
11. No Cows (7:05)


Personell
Peter Mark Princiotto (vocals, synthesizer, piano, bass, Clavinet, guitar, bass pedals, kalimba, autoharp, manjeerbells, plucked violin) ● Bobby Read (vocals, alto, baritone & soprano saxophones, log drums, bells, xylo-marimba, piano, glockenspiel, ocarina, clarinet, synthesizers) ● Bill Kotapish (guitars, symbals, bass, vocals) ● Joe “Stellar” Princiotto (drums & percussion, duck call, whistle, bells, chimes, tube bells)
with:
Don “Whitz” Berkemeyer (tenor & soprano recorder, whistling, gong, bassoon) ● Tim Valdes (marimba, xylophone) ● Gary McAleer (violin) ● Harold Howland (vibraphone) ● Annie Gadbois (cello)


Alla fine degli anni ’70, mentre in Europa il progressive rock ha già subito il colpo di grazia da parte del punk e si prepara ad affrontare una seconda stagione di rinnovamento grazie al neo prog, al di là dell’oceano iniziano a farsi notare, sia pure con un lieve ritardo rispetto al periodo di massima popolarità del genere, le prime band prog di rilievo…

Se nel Vecchio Continente il fenomeno prog aveva già raggiunto il suo apice ed era arrivato ad un punto di stallo, costringendo le vecchie glorie come Genesis, Yes e King Crimson a reinventarsi per stare al passo con i tempi, negli Stati Uniti prende forma un fermento sotterraneo destinato a rimanere mero culto, dal quale scaturiscono, nella maggior parte dei casi, opere singole e discografie dispersive, ma comunque di altissima qualità.

Tra i gruppi più interessanti ci sono gli However i quali, con il primo album SUDDEN DUSK, si presentano sullo stesso solco del progressive colto di Gentle Giant e Henry Cow, ma con una forte inflessione verso il jazz rock. Come molti altri loro colleghi, i quattro polistrumentisti Peter Mark Princiotto, Bill Kotapish, Joe “Stellar” Princiotto e Bobby Read erano attivi fin dalla prima metà degli anni Settanta, ma solo nel 1981 riuscirono a dare alle stampe un album contenente il materiale composto durante questo lungo periodo, ovviamente ben metabolizzato grazie al rodaggio dal vivo.

Il rock a tinte fusion degli However gode di un’inventiva sperimentale molto personale, anche se si possono riconoscere elementi comuni ad altri gruppi prog statunitensi dell’epoca come Happy the ManIt’s Good Fun, le frenetiche Beese e Lamplight, sostenute da agili riff di sassofono – e dalle strutture libere del Rock In Opposition, delle quali No Cows (bouns track aggiunta nella versione in CD) e la title-track sono un ottimo esempio. L’album punta anche su dinamiche e timbri acustici, imprevedibili cambi armonici, passando da atmosfere rilassate ad altre più tese solamente grazie all’ausilio di delicati fraseggi di pianoforte e sax soprano (Louise Sitting in a Chair) o sfruttando la suggestione di eleganti ed evanescenti arpeggi di chitarra, come nell’ipnotica In the Midst of Making. Non mancano momenti più bizzarri in perfetto stile zappiano, come Grandfather Was the Driver, mentre la più seria Trees for the Forest, con la sua tavolozza crepuscolare, si avvicina all’ambient jazz.

Nel 1994 l’etichetta Kinesis ha pubblicato l’album per la prima volta in CD, permettendo alla band di rimasterizzare e aggiungere abbellimenti strumentali al materiale originale.

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