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Pubblicato il Maggio 7th, 2020 | by Paolo Formichetti

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Il Giardino Onirico – Apofenia (2019)

Tracklist

1. Onironauta
2. Scivolosa Simmetria
3. Alétheia
4. Mushin
5. Apogeo
6. Un Nodo all’Anima
7. Lacrime di Stelle

Etichetta Lizard

Durata 77’55”

Personell

Dariush Hakim (keys) ● Emanuele Telli (keys) ● Stefano Avigliana (guitar) ● Ettore Mazzarini (bass) ● Massimo Moscatelli (drums & percussions)

Guests: Alessandro Corvaglia (vocals in 2, 6) ● Jenny Sorrenti (vocals in 4) ● David Morucci (sax in 3, 5) ● Claudio Braccio (sax in 7) ● Jenna “Sharm”Holdway (vocals in 3) ● Fuori dal Coro (chorus in 3)

Giunge al traguardo del terzo album la band laziale Il Giardino Onirico e lo fa realizzando un’opera di straordinaria qualità. Sette tracce per buona parte strumentali e una serie di ospiti tra cui spiccano Alessandro Corvaglia, voce della Maschera di Cera e Jenny Sorrenti, che del prog italiano è la voce femminile per eccellenza. Lo stile delle composizioni è un progressive sinfonico oscuro, complesso, eppure facile da seguire, aggressivo senza mai sfociare nel metal, cerebrale ma mai noioso, nonostante l’ampio minutaggio dei sette brani, che arrivano a occupare quasi tutti gli 80 minuti del disco.

L’inizio è clamoroso. La strumentale Onironauta è una girandola di emozioni: dopo una intro atmosferica, catapulta l’ascoltatore su una giostra impazzita che macina melodie orientaleggianti su una base ritmica ipnotica e ammaliante, vicina a Goblin e Ozric Tentacles pur senza fare il verso a nessuna delle succitate band. Dopo un simile abbrivio, Scivolosa Simmetria non concede un attimo di respiro: una intro tirata introduce le grintose corde vocali di Corvaglia, che ricama una melodia ricca di pathos capace di conciliare perfettamente il tipico prog italiano degli anni 70 con un approccio all’arrangiamento e ai suoni decisamente moderno. La strumentale Alétheia inizia ricamando melodie delicate, per poi passare a un crescendo sonoro guidato da una sezione ritmica sempre più incalzante, sulla quale gli interventi solistici di sax e chitarra elettrica tengono le fila di un brano ipnotico; si fanno notare anche i vocalizzi del coro ospite. Jenny Sorrenti presta la sua voce sempre straordinaria a Mushin, brano brillante che arriva a lambire i lidi del new prog, mostrando come il Giardino Onirico sia in grado di tirar fuori qualcosa di originale ed entusiasmante anche in un genere così inflazionato.

Un vinile sarebbe qui giunto al termine, non fosse altro che per ragioni di spazio, con estrema soddisfazione dell’ascoltatore, ma la band ha evidentemente ancora molte idee musicali da concretizzare negli ultimi tre brani. Apogeo è uno strumentale vandergraffiano che potrebbe ricordare anche alcune improvvisazioni lisergiche del Bacio della Medusa, mentre Un Nodo all’Anima è il secondo brano cantato da Corvaglia ed è una nuova azzeccata rielaborazione degli stilemi del prog italico settantiano in chiave moderna e originale (si ascolti il finale in odor di flamenco). Il disco si chiude in maniera magistrale con i quattordici minuti di Lacrime di Stelle, un caleidoscopio musicale trascinante, costituito dai mille ingredienti fino a quel momento utilizzati, romantico e a tratti struggente, che suggella APOFENIA come una delle migliori uscite progressive degli ultimi anni.

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