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Pubblicato il Settembre 14th, 2021 | by Paolo Formichetti

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Kate Hinote Trio – Near (2021)

Tracklist
1. Make Me Stop
2. The Road
3. What About Me
4. Quick
5. Murder Doesn’t Hide the Truth
6. Where You Dream Now
7. Dresden Leather
8. Everything is Good
9. Moon Draws Water
10. New Creature
11. Some Fear Growing Old

Etichetta: Autoproduzione/CD

Durata: 44’30”

Personell
Kate Hinote (vocals) ● David Johnson (acoustic guitar) ● Matthew Parmenter (violin)

Matthew Parmenter è il leader dei Discipline, una delle migliori prog band statunitensi affermatesi negli anni ’90 e tutt’ora in in attività, nonché l’autore di tre pregevoli dischi da solista di stampo hammiliano. Nel corso degli anni, l’artista di Detroit ha sporadicamente prestato le sue doti vocali e le sue abilità di multistrumentista in qualità di ospite in alcuni dischi di ottima fattura: su tutte possono essere ricordate le collaborazioni con i Phideaux e con i Tiles (con i quali i Discipline condividono il chitarrista, Chris Herin). Da qualche tempo a questa parte Parmenter ha iniziato una collaborazione in qualità di violinista con la cantante Kate Hinote e con il chitarrista acustico David Johnson entrambi provenienti dai Blueflowers, una band della scena locale di Detroit. Il risultato di questa collaborazione è questo lavoro d’esordio, supportato da una discreta quantità di concerti nei locali del Michigan.

Ascoltando le undici tracce che compongono il lavoro (scritte da vari autori tra cui lo stesso Parmenter) la prima cosa che colpisce è la scelta di limitare l’accompagnamento della bella voce della Hinote al solo violino e alla chitarra acustica. Considerando le abilità da multi-strumentista di Parmenter, l’aggiunta di una seconda chitarra o di un pianoforte avrebbero sicuramente arricchito le trame musicali dei brani, rendendoli più vari e più godibili.

La voce di Kate, che un po’ ricorda quella di Hannah Stobart dei Wishing Tree, ricama linee vocali folkeggianti che, unite alla delicatezza delle trame musicali, rendono tutte le canzoni abbastanza piacevoli all’ascolto. Tenendo conto della particolarità del timbro vocale di Matthew, un’armonizzazione a due voci delle linee vocali avrebbe fatto fare un notevole salto di qualità a brani che sono belli ma non fanno gridare al miracolo.

Se proprio si vogliono scegliere i momenti migliori del disco, ancora una volta è la classe di Parmenter a fare la differenza: oltre alla riproposizione della bellissima Some Fear Growing Old, tratta da ASTRAY dello stesso Parmenter, Where You Dream Now, da lui scritta appositamente per questo disco è di sicuro il brano più incisivo: un frizzante folk venato di prog con un tempo in 7/8 che gli dona una spiccata originalità.

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