Marco Leodori – Anima Naif (2024)
1. Empty Blues Skies
2. A Winter Day Dream
3. Lonesome Man
4. Legends
5. Guardando Le Stelle
6. Look At Your Heart
7. Come Un Gabbiano
8. Unity
9. La Sorgente
10. In The King’s Name
11. Only One Day
12. Genesi
13. Dream Is Over
Etichetta Autoproduzione
Durata 78’00”
Marco Leodori (keyboards) ●
Marco Leodori, è un nome piuttosto noto nel giro prog italiano in quanto fondatore e redattore della fanzine Wonderous Stories nonché musicista con varie formazioni capitoline con le quali negli anni ha proposto cover (di Peter Gabriel con i Secret World) ma soprattutto brani originali di sua composizione (con i Naif). Per una serie di vicende personali tali brani sono stati eseguiti spesso dal vivo (i Naif aprirono addirittura un concerto di Aldo Tagliapietra nel 2014) ma non sono mai stati registrati e pubblicati. Per ovviare a questa anomalia, Leodori, pur non militando più in nessuna formazione, ha deciso con caparbietà di mettersi al lavoro per coronare il sogno di dare ampia diffusione alla sua musica. Radunata pertanto una serie di validissimi musicisti (tra i tanti spiccano per blasone Filippo Marcheggiani del Banco del Mutuo Soccorso e Alessandro Corvaglia de La Maschera di Cera), Leodori è finalmente riuscito, dopo una lunga e travagliata lavorazione, a realizzare questo ANIMA NAIF. Il disco, autoprodotto, è caratterizzato da un’ottima qualità di registrazione e contiene una selezione delle sue migliori composizioni che, oltre al progressive, abbracciano altri stili mostrando l’ecletticità del loro autore. Ovviamente le influenze genesisiane e marillioniane la fanno un po’ da padrone e sono ben rilevabili: “ Empty Blue Skies”, ad esempio, è un bel brano new prog reso però più particolare da un bel solo di sassofono mentre nello stesso ambito stilistico si mantiene “A Winter Day Dream”, impreziosita dall’interpretazione vocale di Corvaglia, che evoca il Fish dei tempi d’oro, e da bei soli di chitarra e tastiere. Atmosfere sognanti e belle melodie vocali ancora di marillioniana memoria si trovano in “Lonesome Man”, complice ancora una volta l’ugola di Corvaglia, mentre la lunga cavalcata strumentale “Legends” evoca in maniera piacevole lo spirito della migliore PFM. Ma il prog, dicevamo, non è l’unica spezia che rende saporito il piatto preparato da Marco ed infatti “Guardando le Stelle”, interpretata in italiano dalla bella voce di Roberta Petteruti è una ballad dalla melodia struggente, mentre “Look At Your Heart”, con alla voce la figlia di Marco, Federica, è un brano rock dritto e piuttosto ben riuscito. L’alternanza di stili continua nel prosieguo del disco e si passa da piacevoli pop song come “La Sorgente” o “Come un Gabbiano”, con ancora il sax in bella evidenza, al new prog di “Unity” o del riuscito strumentale “In The King’s Name” che sembra provenire diritto dagli anni ’80. Echi del Gabriel solista si possono cogliere in “Only One Day”, mentre il gran finale è tutto in chiave prog ed è affidato alla suite strumentale “Genesi”, in giusto equilibrio tra melodia e virtuosismi, e al capolavoro della produzione di Leodori “Dream Is Over”, intrisa di epica drammaticità e capace di toccare le corde giuste anche nel cuore del progster più scafato. Come concludere se non facendo i complimenti a Marco Leodori per quanto da lui realizzato e soprattutto per aver tenuto duro contro ogni difficoltà ed essere riuscito a dare all’universo prog un contributo, forse piccolo, ma di notevole qualità..



