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Pubblicato il Settembre 17th, 2020 | by Lino Carfagna

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Fabrizio De Andre’ & PFM – Il concerto ritrovato (2020)

Tracklist

1. La canzone di Marinella
2. Andrea
3. Maria nella bottega del falegname
4. Il testamento di Tito
5. Presentazione
6. Un giudice
7. Giugno ’73
8. La guerra di Piero
9. Amico fragile
10. Verrano a chiederti del nostro amore
11. Zirichiltaggia
12. Rimini
13. Via del Campo
14. Avventura a Durango
15. Sally
16. Bocca di rosa
17. Volta la carta
18. Il pescatore

Etichetta Sony Music

Personell

Fabrizio De Andrè (voce, chitarra ● Franz Di Cioccio (batteria, percussioni, marimba, crotali) Patrick Djivas (basso) Franco Mussida (chitarra elettrica, chitarre acustiche 6 e 12 corde, voce) Flavio Premoli (tastiere, sintetizzatori, chitarra 12 corde, voce, fisarmonica)Lucio Fabbri (violino, percussioni)  ● Roberto Colombo (tastiere, sintetizzatori, chitarra acustica, voce, percussioni).

Siamo nel 1979: il più schivo forse dei cantautori italiani, Fabrizio De Andrè, e uno dei gruppi di spicco del prog-rock italiano, la Premiata Forneria Marconi ma per tutti da sempre PFM, realizzano un concerto memorabile a Genova al quale faranno poi seguito altrettanti storici live registrati a Firenze e Bologna. Del concerto del ’79 nel padiglione C della Fiera di Genova, contrariamente ai successivi regolarmente pubblicati, si erano purtroppo perse le tracce almeno fin quando il docufilm IL CONCERTO RITROVATO, curato da Walter Veltroni,  non lo ha riportato a nuova vita restaurandolo proprio come si fa con i quadri d’autore o con  le vecchie pellicole cinematografiche sulla base di immagini girate all’epoca dal regista Piero Frattari e da lui custodite fino a oggi.

In realtà il cantautore genovese e la PFM si erano già incontrati anni prima e precisamente all’epoca della realizzazione, da parte di De Andrè, de LA BUONA NOVELLA, straordinario concept album tratto dai vangeli apocrifi datato 1970 e oggetto, nel bel mezzo della rivolta giovanile, di vivaci contestazioni da parte di un pubblico che in realtà aveva superficialmente interpretato le intenzioni dell’autore. L’apporto della PFM fu, musicalmente parlando, estremamente funzionale a questo disco, tanto da realizzarne, dopo la morte di De Andrè, una propria originale versione  intitolata A.D. 2010, praticamente un tributo.

L’operazione realizzata con il cofanetto (2 Lp o CD) appena uscito sul mercato ha dello straordinario in quanto i 17 brani che compongono la track-list sono stati interamente restaurati e rimasterizzati con un complesso processo realizzato attraverso la ricostruzione delle condizioni ambientali originali, come esaurientemente illustrato nelle note  del booklet a cura di Lorenzo Cazzaniga. Il  concerto del 1979 a Genova risulta sin dall’inizio estremamente innovativo e rivoluzionario in quanto costituisce una perfetta sintesi tra la canzone d’autore alta e la musica rock, connubio mai tentato prima di allora. Un esperimento del tutto nuovo come riconobbe lo stesso De Andrè, originariamente un po’ scettico su questa strana fusione e ben consapevole  della sua ritrosia/difficoltà ad esibirsi dal vivo.

Dal punto di vista strettamente musicale il materiale proposto  è  ovviamente di altissimo livello, con brani che coprono un  periodo molto lungo della carriera del cantautore genovese che va dalla Canzone di Marinella a Via del Campo passando per Rimini, Giugno ’73Sally e tante altre perle. Tutte impreziosite dal contributo della PFM che pur senza stravolgerle ne ridisegna i contorni conferendogli nuova linfa. Gli interventi da parte della band sul repertorio di De Andrè,  seppur discreti, hanno sicuramente avvicinato tanti alla poetica del cantautore e di questo va sicuramente dato atto a Franz Di Cioccio & Co., dimostratisi anche in questa occasione musicisti di grande professionalità e sensibilità, come d’altra parte nella propria produzione sempre di alto livello. De Andrè dal canto suo riesce a far entrare i suoi compagni di viaggio nel mondo di canzoni che hanno per protagonisti i diseredati e gli esclusi, di un uomo sempre in direzione “ostinata e contraria” per citare il titolo di un suo disco, come farebbe un fratello maggiore, con grande disponibilità e generosità. Un evento raro questo di Genova del Gennaio ’79, un concerto che commuove, che ci offre la possibilità di ascoltare ancora una volta la splendida voce di un poeta come Fabrizio de Andrè e i perfetti arrangiamenti di una prog band come la PFM che attraverso la superba intro di Patrick Djivas  al basso su Giugno ’73, l’intenso  assolo di chitarra di Franco Mussida su Amico fragile o le funamboliche piroette sul violino di Lucio Fabbri in Zirichiltaggia, solo per citare alcuni momenti,  dimostra una volta di più la sua grande versatilità. Ha significato  tanto  ritrovare a distanza di tanto tempo qualcosa di così prezioso, in fondo è stato come ritrovare una parte di noi, delle speranze e delle istanze di un’intera generazione. Una celebrazione dello spirito dei tempi.

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