Guide

Pubblicato il Settembre 11th, 2025 | by Paolo Formichetti

0

Il Segno del Comando: the dark side of prog

Il Segno del Comando nasce come side project dei Malombra e di altre formazioni della scena genovese e pertanto nella sua prima fase di vita centellina le sue pubblicazioni realizzando solo due dischi in 7 anni. Dopo una pausa di dieci anni, il bassista e leader della formazione, Diego Banchero, prende saldamente in mano le redini del progetto, rivoluziona progressivamente la formazione e dà vita a quello che attualmente è uno dei nomi di punta del progressive italiano. In occasione della recente pubblicazione del disco live SUBLIMAZIONE abbiamo deciso di realizzare questa Guida all’Ascolto nella quale prenderemo in esame tutto ciò che è stato pubblicato ufficialmente a nome della band, tralasciando solamente i dischi tributo a cui la band ha partecipato con un singolo brano.




IL SEGNO DEL COMANDO (Black Widow, 1997) – La band prende il nome da un classico sceneggiato RAI denso di mistero ed esoterismo e la musica contenuta nell’omonimo disco d’esordio non può che rispecchiare simili atmosfere: un dark prog legato a filo doppio a nomi classici del genere come Goblin, Jacula, Balletto di Bronzo. Organi sepolcrali, un basso ossessivo, chitarre taglienti e una voce, quella di Mercy, che sembra uscire da un sepolcro, caratterizzano brani stupendi caratterizzati da un’energia oscura ma anche da tanta ricercatezza melodica tanto che alcune linee vocali o temi strumentali si stampano nella mente già dopo il primo ascolto. La traccia omonima, Messaggero di Pietra, La Taverna dell’Angelo, Missa Nigra sono gemme oscure che impreziosiscono un lavoro d’esordio davvero clamoroso la cui ciliegina sulla torta è rappresentata da un artwork tenebroso realizzato in maniera magistrale (cosa che caratterizzerà tutte le uscite della band). Del disco è stata realizzata una ristampa nel 2019 contenente la bonus track Magia Postuma, risalente al periodo precedente alla pubblicazione del disco.




DER GOLEM (Black Widow, 2002) – Da sempre interessata al tema dell’esoterismo, la band inizia ad appassionarsi, a livello tematico, alle opere dello scrittore, occultista e spiritista austriaco Gustav Meyrink e decide pertanto di dedicare il nuovo disco al suo libro-capolavoro Der Golem. A livello musicale le sonorità si discostano un po’ dal lavoro precedente dal momento che al prog tenebroso ed oscuro, comunque presente, si affianca una componente gothic-metal e dark-wave di indubbio fascino. Ne viene fuori un concept complesso nel quale è bello perdersi seguendo il flusso di liriche evocative ed avvolgenti, di rara eleganza e che meritano anche una lettura indipendente dall’ascolto della musica. Nonostante la complessità generale, il lavoro è caratterizzato ancora una volta da una piacevolissima componente di orecchiabilità che rende più facile addentrarsi nelle varie tracce tra le quali vanno segnalate sicuramente la title track, Komplott Charousek e Io il bagatto, Io l’appeso. Degna di nota, infine, l’inquietante copertina, realizzata dall’artista genovese Danilo Capua.




IL VOLTO VERDE (Black Widow, 2013) – Dopo la pubblicazione di DER GOLEM la band entra in una sorta di lungo periodo letargico dal quale fuoriesce nel momento in cui Diego Banchero prende il comando  oltre che dal punto di vista artistico, anche da quello organizzativo. La formazione viene rivoluzionata introducendo alcuni dei musicisti tutt’oggi presenti in formazione e separandosi definitivamente dal cantante Mercy. Il risultato di questo nuovo corso è un disco ancora una volta ispirato alle opere letterarie di Gustav Meyrink, nello specifico al romanzo Il volto verde. Per la sua realizzazione Banchero si affida, oltre che ai nuovi musicisti, alle corde vocali di Maethelyah, David Krieg e Sophya Baccini, e si toglie persino lo sfizio di ottenere la collaborazione di artisti del calibro di Martin Grice, Gianni Leone e Claudio Simonetti. Dal punto di vista musicale il disco abbandona le divagazioni gothic-metal che avevano caratterizzato il precedente e si tuffa nuovamente nel dark prog degli esordi con risultati davvero mirabili. Brani come Childer il Verde, Tremodia delle Dolci Parole o la meravigliosa e struggente Retrospettiva di un Amore mostrano una band capace di ispirarsi a un certo tipo di sound, riuscendo nel contempo a farlo proprio, rielaborarlo ed attualizzarlo in maniera straordinaria. Chicca finale, ancora una volta, un artwork inquietante e splendidamente realizzato dal sempre valido Danilo Capua.




…AL PASSATO, AL PRESENTE, AL FUTURO… LIVE IN STUDIO (autoproduzione, 2017) – Il nuovo corso della band, sapientemente programmato e realizzato da Banchero nel corso degli anni, trova il suo definitivo compimento con l’arruolamento di un cantante titolare, identificato nel bravissimo ed espressivo Riccardo Morello. Stabilizzata la formazione, la band si attiva innanzitutto per quanto riguarda l’attività concertistica, mentre dal punto di vista discografico si decide di realizzare un disco live in studio, quindi senza sovra-incisioni né rimaneggiamenti di alcun tipo. Come facilmente intuibile dal lungo titolo, il lavoro vuole presentare agli appassionati il nuovo cantante e la formazione definitiva, nonché girare pagina rispetto al pur validissimo passato. Il disco è quindi una sorta di distillato prezioso di quanto di meglio era presente nei tre album precedenti, ed è caratterizzato da arrangiamenti rifiniti in ogni dettaglio ed esecuzioni di gran classe. Con tutto il rispetto per i vocalist del passato, la prova dietro il microfono di Morello è il tassello finale di un mosaico musicale finalmente perfetto che permette alla band di confrontarsi ad armi pari con i grandi nomi del progressive internazionale.




L’INCANTO DELLO ZERO (Black Widow, 2018) – Dopo il dittico di album ispirati alle opere di Meyrink, si cambia la fonte d’ispirazione letteraria (non rinunciando comunque all’idea di completare una trilogia meyrinkiana, come vedremo in seguito). Stavolta è il turno dello scrittore Cristian Raimondi e del suo libro Lo Zero Incantatore. Dal punto di vista musicale si registrano ancora collaborazioni (Marina Larcher e Maethelyiah alla voce, Luca Scherani alle tastiere, Paul Nash alla chitarra) anche se il vero fulcro del lavoro è la formazione base, ormai rodata ed affiatatissima in grado di supportare al meglio un Diego Banchero in evidente stato di grazia dal punto di vista compositivo. Il disco è infatti un vero e proprio capolavoro che le splendide grafiche di Paolo Puppo (un po’ in stile Blue Oyster Cult) esaltano al massimo. Le varie tracce scorrono via oscure e visionarie lasciando stupiti per la disarmante facilità con la quale i virtuosismi strumentali e le complessità negli arrangiamenti fanno da base per linee vocali fresche ed accattivanti che rendono il viaggio sonoro dell’ascoltatore entusiasmante e facile da compiersi. Impossibile citare un brano rispetto a un altro dal momento che il disco è un trip mentale ai limiti del lisergico terminato il quale si ha solo voglia di ricominciare.




Split Album (Black Widow, 2022) – Gli split album sono dischi realizzati solitamente da due artisti o band che si dividono i lati di un vinile. Un classico esempio è il disco di esordio di Antonello Venditti e Francesco De Gregori, THEORIUS CAMPUS, pubblicato nel 1972, o, per rimanere in ambito prog e spostarci al giorno d’oggi, il disco KONTRASTER delle band norvegesi Jordsjø & Breidablik. In questo lavoro Il Segno del Comando condivide lo spazio a disposizione con Mortiis, artista norvegese ex membro dei black metallers Emperor, e Freddy Delirio, tastierista dei Death SS, amico e collaboratore della band, che qui si esibisce con la sua formazione The Phantoms. Il contributo del Segno del Comando è di due brani, scritti appositamente per il disco con lo scopo di catturare la cupa atmosfera vissuta durante la pandemia del Covid. Si tratta di Divinatio Ambigua e Architettura dell’Apostolato Nero, tracce di ottimo livello, in piena continuità artistica con il disco precedente, che non fanno altro che solleticare l’appetito dei fan sempre più ansiosi di poter ascoltare nuovo materiale.




IL DOMENICANO BIANCO (Nadir Music, 2023) – A cinque anni di distanza dal precedente full lenght, la band chiude finalmente la trilogia dedicata a Gustav Meyrinck pubblicando un album ispirato al romanzo Il domenicano bianco. Pensato inizialmente come un EP il disco è stato ampliato mostrando ancora una volta come le idee compositive di Banchero trovino terreno fertile nei suoi compagni di avventura e germoglino pertanto rigogliose. Dal punto di vista artistico siamo infatti di fronte a un lavoro di livello eccelso, basti ascoltare La Bianca Strada e la title track, ancora una volta perfette nel coniugare una costruzione musicale complessa e ricca di virtuosismi con linee vocali vincenti. Dopo un simile inizio l’asticella si alza ancora con Ofelia, la cui melodia struggente è di quelle che lasciano gli occhi lucidi e la schiena percorsa da brividi d’emozione. Sarebbero bastati questi brani per realizzare un EP capolavoro, ma per fortuna la musica prosegue con altri brani tra cui l’esaltante cavalcata strumentale Il Dissolvimento del Corpo con la Spada o Missa Nigra 2023, rifacimento di un brano contenuto nel lavoro d’esordio che dimostra il perfetto adattamento della voce di Morello anche a brani a suo tempo affidati ad altre ugole.




SUBLIMAZIONE – LIVE (Nadir Music, 2025) – Dopo anni di stabilità nella formazione si registra un cambio dietro le pelli con il batterista Fernando Cherchi che cede il posto a Paolo Serboli, leader storico della death-metal band Desecrate. L’evento non intacca minimamente le dinamiche interne della band che continua ad esibirsi dal vivo raccogliendo materiale per pubblicare finalmente un disco che possa essere fedele testimonianza di un loro concerto. SUBLIMAZIONE viene pertanto pubblicato nel 2025 cogliendo l’occasione di farlo coincidere con il trentennale di vita del gruppo e testimonia un’esibizione tenuta a Pesaro nel gennaio dello stesso anno. La scaletta è un viaggio esaltante nel repertorio della band e mostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, lo stato di grazia nel quale si trovano questi musicisti straordinari. La coesione, anche con il nuovo entrato Serboli, è totale e le varie sfumature dei brani, dalle furiose cavalcate strumentali ai momenti più ricchi di pathos, vengono rese con precisione assoluta e con un carico emozionale che rende l’esperienza di ascolto casalingo piuttosto vicina a quella che si può provare assistendo ad un loro concerto. SUBLIMAZIONE è pertanto un disco che rappresenta per Il Segno del Comando un traguardo di cui essere orgogliosi (non sono molte le formazioni che possono vantare 30 anni di attività!) e che fornisce una perfetta testimonianza del loro immenso talento di musicisti e compositori nonché un riassunto prezioso del meglio della loro produzione.


Tags: , , , , , , ,


Articolo a cura di



Lascia un commento